Posti letto Covid, il sindacato medico attacca: «Piemonte saturo al 93%»

Lo studio dell'Anaao-Assomed: «Si convertono posti letto e si fanno risultare come Covid, riducendo però drasticamente le possibilità di cure ordinarie del cittadino per tutto ciò che non è legato al coronavirus»

Coronavirus, la Regione si prepara alla possibile seconda ondata

«In Italia oltre il 50% dei posti letto internistici è occupato da pazienti Covid, con punte elevatissime come il Piemonte che è al 93%». Lo afferma l'Anaao-Assomed, il principale sindacato medico nel settore sanitario italiano. I numeri nella nostra regione sono critici. Qui, attenzione, non si sta parlando di posti letto di terapia intensiva, ma della saturazione di tutti i posti letto dei reparti internistici (quali, ad esempio, medicina interna, pneumologia o malattie infettive). Dedicati ovvero alle degenze per patologie da trattare dal punto di vista medico, non chirurgico.

«La carenza di specialisti – prosegue Anaao Assomed – si sta manifestando anche durante questa seconda ondata dell’epidemia: mancano internisti, infettivologi, pneumologi in tutte le Regioni, e allora le Aziende, quando si arriva al massimo ottenibile dagli specialisti di branca, “convertono” e precettano chirurghi, ortopedici, oculisti, chiedendo loro la gestione di pazienti complessi in branche non affini o equipollenti, e ovviando in tal modo, goffamente alla storica e mai definitivamente risolta carenza strutturale di personale. Il saldo finale è sempre zero: il personale medico è praticamente quello di sempre».

% saturazione posti letto internistici (da dati Min. Salute + Agenas 2020)

«Dai dati a disposizione, sembra che le Regioni abbiano aumentato i posti letto di degenza ordinaria e di terapia intensiva, ma probabilmente è come il gioco delle tre carte e permette di avere indicatori non “rossi” ma “gialli” o “arancioni”: si convertono posti letto per acuti di altre branche specialistiche e si fanno risultare come posti letto Covid, attivati o attivabili, riducendo drasticamente le possibilità di cure ordinarie del cittadino, non garantendo più risposte al bisogno di salute della popolazione per tutto ciò che non riguarda Sars-Cov-2».

«L’unico, vero indicatore oggettivo che possa esprimere lo stato di criticità dei reparti di medicina interna, pneumologia e malattie infettive è il confronto del numero dei ricoveri COVID con i posti letto disponibili al 2018 (ultimo dato disponibile non “dopato” dalla pandemia). È possibile che siano state fatte alcune assunzioni di medici e che siano stati davvero incrementati i posti letto, ma riteniamo che siano dei correttivi poco o per nulla influenti sui carichi di lavoro».

In Piemonte, i dati dello studio

«Il Piemonte partiva da un tasso di posti letto internistici per popolazione nel 2018 di 61,2%, quasi in linea con la media nazionale di 59,6. Ha poi incrementato del 104,9% ma nonostante tutto, attualmente le strutture sanitarie piemontesi si trovano in ginocchio, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 93% con malati Covid, sfondando totalmente la soglia di sicurezza del 40% indicata dal Ministero della Salute e mettendo a repentaglio la vita non solo dei malati Covid, ma anche di tutti quei pazienti ricoverati per altre patologie. Il carico di lavoro per il personale sanitario è, in questa regione, inimmaginabile. Se rapportassimo i ricoverati Covid al 16 novembre 2020 con i posti letto internistici al 2018, avremmo un tasso di saturazione del 191%».

Fonte: Studio Anaao. Covid-19: è emergenza posti letto internistici, clicca qui per il comunicato ufficiale 

 


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