L’Appello/La guerra fredda della Dad

Lotta senza quartiere a colpi di strumenti informatici tra alunni furbetti e professori. E tra i due litiganti il terzo... Google, producendo sempre nuove app per rispondere alle app

di LAPIS

A noi due, Riccardo Camarda!

Ecco qual è il primo pensiero di un insegnante medio al mattino. Lo pensa mentre si fa la barba, se è un uomo. Lo pensa mentre si trucca, se è una donna. O viceversa. Tanto il conflitto non è maschi contro femmine. Il conflitto è giovani contro vecchi. Anzi, meglio: studenti contro insegnanti. A prescindere dall’età: un venticinquenne che frequenta un corso serale starà dalla parte degli studenti, un suo coetaneo appena laureato supplente in MAD starà, inesorabilmente, dall’altra.

Come, chi è Riccardo Camarda? È lo studente adolescente – ma già star di Instagram e YouTube, nonché imprenditore con brufoli e denti da latte – che in un cliccatissimo video di ScuolaZoo  ha insegnato come saltare le interrogazioni. Non in presenza, per carità: a distanza. È facilissimo, spiega lui: ci sono tutte le App che uno studente può desiderare per fingere che la connessione non vada. Visual Effects per Google Meet può simulare il freeze, cioè il blocco delle immagini, ma anche una marea di altre condizioni di difficoltà tecnica che indurrebbero l’ingenuo insegnante a desistere da ogni proposito interrogatorio.

Povero Riccardo Camarda! Sa solo questo?

Non sa che su Google Meet gli studenti possono anche buttarsi fuori l’un l’altro, se solo il professore ha un problema tecnico reale e LORO diventano amministratori? Non lo sa! Ma gli insegnanti lo sanno… E così nel silenzio dei media si è scatenata una guerra: la guerra fra studenti e insegnanti per l’App di Google Meet. L’arma segreta dei prof da alcuni giorni è Google Attendance, che ha due o tre versioni diverse costruite per tenere conto di tutto ma proprio tutto quello che fanno gli studenti in videolezione: sono davvero presenti? O stanno fingendo? Hanno davvero problemi tecnici? O è tutta una finta? Si espellono per gioco o per segreti sottili accordi fra alunni? Ovvio che nel frattempo è già nata qualche App adatta a Google Meet con cui gli studenti possono aggirare Attendance, che comunque va tarata su una classe di almeno trenta studenti per funzionare. Ma a questo punto la corsa agli armamenti assume caratteri da vera Guerra Fredda: gli insegnanti si rivolgono all’amministratore di Google Meet chiedendo il blocco totale globale assoluto irrevocabile di tutte le App sul Meet Classroom di istituto.

Già. Classroom.

Questi studenti che scrivono per sbaglio Keppalle in chat mentre un compagno parla di Alessandro D’Avenia e del suo elogio dell’adolescenza… e poi approfittano del link visibile su Classroom per riunirsi di nascosto senza l’insegnante. E qui su Classroom con la scusa di discutere del lavoro di gruppo su Giovanni Pascoli o sugli animali della savana, in realtà fanno sediziosi raduni carbonari per mettere le bombe – magari neanche metaforiche – sotto la Cattedra, come istituzione, con la C maiuscola. Il solo pensiero che possa accadere scatena il panico fra i professori.

E allora per sicurezza cominciano a girare i tamtam fra gli insegnanti: mi raccomando, oscurare il link di Google Meet; rigenerarlo ogni volta; impedire agli studenti di sbirciarlo anche solo distrattamente per un periodo superiore a tre secondi; criptarlo, cancellarlo, e tenere traccia della cancellazione e guai se uno studente entra in Meet prima dell’insegnante.

Come nella Guerra Fredda, una delle due potenze crollerà disintegrandosi. Gli studenti giurano che a crollare come il Muro di Berlino saranno gli insegnanti, e che loro invece resisteranno trionfando, forti dei propri ormoni e della propria competenza di nativi digitali. Gli insegnanti per contro sventolano ghignando la testata nucleare dell’ultima Detecting App studiata da Google per vanificare i malefici piani degli studenti.

E intanto Google gongola, sfornando senza posa App fresche di giornata, farcite di contenuti junk come un McDonald informatico.

O come, ai bei tempi della Guerra Fredda, una multinazionale dell’industria bellica, che oltre a vendere missili a est e ad ovest avesse acquisito dati su tutti i possibiii acquirenti dei propri prodotti.

Tanto alla Piattaforma Inc. non importa chi vince fra i due contendenti. Ciò che importa è sapere dove e come contattarli: chi vince per vendergli lo spumante, chi perde per proporgli lo Xanax.

 

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