Conti in crisi al “Sacra Famiglia”: quasi un milione di euro di ammanco?

sacra famiglia mondovì

«Non nascondiamoci dietro a un dito: il danno è consistente»: sono state le parole del sindaco di Mondovì in Consiglio comunale. I conti della Casa di riposo "Sacra Famiglia" sono in crisi. Ne parlavamo poco più di una settimana fa in un lungo articolo in cui lo stesso presidente spiegava l'enorme rischio economico (leggi qui) a cui è esposto oggi l'Ente di assistenza. Ma i numeri forniti dal sindaco in Consiglio comunale la sera del 27 novembre sono decisamente imponenti: «Oggi il "Sacra Famiglia" conta 68 letti occupati su 115 posti disponibili. La riduzione delle rette si può stimare in 70-80 mila euro in meno al mese». Contando che parliamo almeno di 7-8 mesi, siamo già a 500 mila euro di mancati incassi. A cui vanno aggiunte le spese extra per l'emergenza Covid: 300 mila euro solo per la "prima ondata". Totale: almeno 800 mila euro, forse addirittura un milione. Ci sarà persino una colletta, una sottoscrizione pubblica.

L'emergenza Covid-19 ha travolto i conti della rsa come uno tsunami. Gli ospiti della struttura sono - alla data di ieri - tutti negativi al coronavirus, ma le casse sono state messe a dura prova. Il presidente del CdA, Diego Bottero, ha dichiarato: «Le spese già quantificate fino ad oggi, riferite alla prima ondata, ammontano ad oltre 300 mila euro. A tutto ciò vanno anche aggiunte le mancate rette incassate». E il sindaco, nel Consiglio di ieri,  ha dato numeri realistici per capire l'entità: «Anche facendo, come si dice, "i conti della serva", si può capire l'entità del danno: con 40 posti vuoti, facendo una media di 2 mila euro al mese a retta, si parla di un ammanco di 70-80 mila euro al mese. Una rsa non può reggere con questi conti». Altro problema: la rsa potrebbe perdere personale, con gli infermieri pronti a lasciare la struttura di assistenza per andare a lavorare negli ospedali, ora che i concorsi si sono aperti.

Chi aiuterà la struttura a trovare le centinaia di migliaia di euro che mancano? Il sindaco: «Il CdA ha approntato un piano economico di rientro che consenta alla struttura di far quadrare i conti anche con meno ospiti. Non nascondiamoci dietro a un dito: i numeri sono consistenti ed è evidente che l'ammanco, nella fase emergenziale, va colmato. Non appena sarà possibile avere il dato consolidato, che descrive esattamente il problema che il Covid ha generato, credo che sia giusto che il Comune possa e debba ragionare su una forma di contributo straordinario. Non da solo: insieme ad altri enti. Ma certamente è giusto che il Comune faccia la sua parte. Ma per il futuro, la soluzione è una sola: la struttura deve rimodularsi. Non è pensabile che Comune debba intervenire per sempre. L'assistenza agli anziani cambierà, non si tornerà più ai numeri di prima. La struttura deve ricalibrarsi».

Il consigliere Laura Barello, minoranza di centrodestra: «Sarà anche importante capire se il problema si è generato solo col Covid o se c'erano difficoltà pregressa. Nessuno mette in dubbio che il Covid sia stato un grave problema: ma è necessario sapere se è stata una causa, o un aggravio di una situazione già compromessa». Timori sollevati anche da Giancarlo Battaglio (da poco fuori dalla maggioranza): «Anche io temo che la situazione fosse compromessa già prima del Covid. Sarebbe utile avere una sequenza storica delle voci di bilancio per poter capire se ci fosse un degrado già precedente. Mi dicono che in caso di passaggio alla forma privata avrebbe consentito un risparmio di circa 200 mila euro sulle voci per il personale». Paolo Magnino, centrosinistra: «Credo ci siano state una serie di concause: il Covid, la gestione dell'emergenza e forse altro. Purtroppo i bilanci non sono pubblicati sul sito. Il Comune deve fare molta attenzione: il "Sacra Famiglia" è una risorsa, ma dopo il Covid le cose non continueranno come prima».

Risponde Elio Tomatis: «Per quello che consta all'Amministrazione, la situazione ante-Covid era sana dal punto di vista contabile. C'è stato un inghippo: la Regione ha imposto di creare i reparti Covid, sostenendo che dovevano essere creati a debito. Poi però lo Stato ha completamente dimenticato la partita delle rsa». E aggiunge: «Il "Sacra Famiglia" lancerà una sottoscrizione pubblica di sostegno».

 


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