V per Vendetta/Sympathy for the Devil

"Ricorda sempre il 5 novembre!" V per Vendetta concludeva la sua storia il 5 novembre 2020. Il Culture Club 51 celebra il cult con un approfondimento

La musica è uno strumento che amplifica indubbiamente le emozioni e molte arti a più riprese ne hanno approfittato. La prima e più facile delle associazioni avviene con il maestro del cinema Stanley Kubrick che non ha sbagliato mai un colpo nella scelta della colonna sonora delle proprie pellicole, dal Valzer di Strauss al Guglielmo Tell di “Arancia Meccanica”, passando per Ludwig Van Beethoven o cose più di “nicchia” come Shostakovich per concludere “Eyes Wide Shut” o il tema portante di “Barry Lindon” lasciato alla Sarabanda di Hendel. Se assai immediato come elemento nel cinema, più difficile appare immaginarla invece all’interno di un fumetto, ancorché una graphic Novel.
Ma in V per Vendetta l’elemento musicale recita un ruolo assai importante, sia nella sua versione grafica e non solo nella sua rappresentazione cinematografica. La storia è però un lungo e continuo percorso fatto di una discesa agli inferi quanto mai più profonda e in direzione contraria di uno stato di crescente tensione. In tutta l’opera a fumetti la musica è centrale per il folle protagonista V, che ha un juke box nella sua base segreta, suona il pianoforte a sottolineare i passi cruciali del suo “piano”, e in generale orchestra la distruzione del fascismo inglese futuro come un grande spettacolo da mettere in scena.
V fa riferimento poi ad una canzone come Sympathy for the Devil dei Rolling Stones, ribaltando l’inquietudine della scena attraverso lo strumento musicale. Così come la scelta del poema di William Blake, che V recita, pare non del tutto estraneo al fatto che molti artisti lo musicarono e che vede in quella di Emerson, Lake & Palmer la versione forse più celebre. Lo stesso Alan Moore confessò che nel 1984 registrò con la collaborazione del bassista dei Bauhaus David J. un EP dal titolo V for Vendetta in cui vengono interpretate atmosfere e brani (come This Vicious Cabaret) dell’opera illustrata.
Indubbiamente poi la conclusione del film non poteva avere una migliore scelta che nell’accompagnamento musicale dell’Ouverture 1812 dell’opera 49 di Piotr Ilic Tchajkovskij, brano capace di imprimere a scene, evento e celebrazione del gesto, una solennità quanto mai coinvolgente.

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