Primo Daspo urbano in provincia di Cuneo: succede ad un assiduo frequentatore della stazione di Alba

Divieto di permanenza nell'area per 18 mesi. Il caso ricorda da vicino quanto accaduto a Monastero Vasco ad inizio settembre

È un uomo di 34 anni di origini marocchine, assiduo frequentatore delle zone limitrofe alla stazione ferroviaria di Alba, la prima persona in assoluto raggiunta dal provvedimento noto come “Daspo urbano” in Provincia di Cuneo. Il provvedimento è stato emesso dal neo Questore di Cuneo, Nicola Parisi, a seguito dell’attività istruttoria svolta dai poliziotti della Divisione anticrimine e su richiesta dei Carabinieri della Compagnia di Alba.

Il "Daspo"
La misura amministrativa era stata introdotta nel 2017 dal Ministero dell’Interno e modificata, nell’attuale previsione normativa, dai Decreti Sicurezza del 2019 e del 2020, finalizzata alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica ed al contrasto del degrado urbano e della criminalità diffusa, per tutte quelle condotte non censurabili penalmente, ma arrecanti comunque nocumento alla sicurezza pubblica. Il termine “Daspo”, mutuato dai provvedimenti introdotti per il contrasto alla violenza negli stadi in occasione degli incontri calcistici, identifica il provvedimento emesso dall’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza su proposta delle Forze di Polizia, volto ad interdire alcune zone della città dalla presenza di soggetti dediti al consumo smodato di alcolici o stupefacenti, all’accattonaggio molesto, al danneggiamento di beni pubblici.

Divieto di permanenza per 18 mesi
Nella fattispecie, infatti, l’uomo raggiunto dal provvedimento è stato più volte interessato dai controlli dei Carabinieri di Alba, chiamati ad intervenire su richiesta dei cittadini che hanno segnalato la presenza di un soggetto che appariva aver assunto alcolici e che in varie occasioni ha importunato i passanti. Scattato quindi per lui il “Daspo urbano” con il divieto di permanenza nelle aree di pertinenza della stazione ferroviaria di Alba, per un periodo complessivo di 18 mesi, in violazione del quale è previsto l’arresto.

Il "caso" Roapiana
La vicenda ricorda da vicino quanto avvenuto a Monastero Vasco lo scorso settembre, quando l’Amministrazione comunale aveva introdotto una modifica al proprio regolamento di Polizia locale per introdurre uno strumento in più: il “Daspo urbano” per l’appunto dopo le continue segnalazioni dei cittadini nei confronti dello stesso soggetto, residente a Mondovì, ma domiciliato in quel momento a Roapiana. Allora era scattato, su segnalazione dei Carabinieri, il “foglio di via”: una misura amministrativa, di carattere preventivo, che prevede sostanzialmente l'allontanamento per tre anni dal Comune di Monastero.