Un ducato a Torre: la micronazione intenzionale del “Bardo”

A Torre, da febbraio 2020, sorge la micronazione del “Il Bardo” uno staterello retto dal duca Piercarlo Bormida e da una fitta corte di ministri. È una cosa seria? Quasi. Scopriamolo insieme

Chi (restrizioni permettendo) desideri una passeggiata rigenerante dalle parti di Torre M.vì dovrà avere cura di non dimenticarsi il passaporto prima di uscire. Potrebbe infatti accadere di “sconfinare” nei territori del duca del Bardo, l’artista e musicista Piercarlo Bormida. Il duca è persona amichevole, siamo sicuri che l’incidente diplomatico si risolverebbe in modo bonario, con un invito a visitare le sue terre e i suoi possedimenti. Già perché dal febbraio di quest’anno il piccolo ducato del “Bardo” ha dichiarato la sua indipendenza ed è entrato a far parte della galassia delle micronazioni. Uno scherzo? Sì, ma serio, come chiarisce Von Bormida.

Proprio in questi giorni un film di Sydney Sibilia distribuito su Netflix ha ricordato la curiosa vicenda dell’Isola delle Rose, la piattaforma sul mare costruita da Guido Rosa che, negli anni Sessanta, dichiarò la propria indipendenza, diventando così di fatto una delle pioniere di un fenomeno che negli ultimi anni ha preso decisamente più piede. Oggi infatti sono centinaia, nel mondo, le micronazioni, con forme, obiettivi, interessi, e un diverso grado di serietà. C’è chi lo fa a scopo politico, chi invece la vive come un gioco. Chi ne fa una curiosità turistica, come Seborga. Poi c’è chi “micronazione” lo è sul serio, a tutti gli effetti di legge come San Marino, Andorra, ma in questo caso la questione si fa più complessa. L’approdo all’”indipendenza” (almeno teorica) per il Bardo è la prosecuzione di un percorso, cominciato nel 2013, con la fondazione dell’Associazione. A spiegarci cosa significa essere una micronazione (e perché ne vale la pena) è direttamente il duca Von Bormida.

«Ci sono più di 400 micronazioni attualmente esistenti al mondo – spiega – anche formate da un solo individuo. Principalmente lo si fa per attuare un’idea, rivendicare la propria identità e visione del mondo. Qualcuno lo fa anche per gioco, per cosplay: in Abruzzo c’è un signore appassionato del Signore degli Anelli che ha fondato una micronazione Hobbit. Nel nostro caso c’è una componente “dadaista” per così dire, ma sostanzialmente è la prosecuzione di un percorso. Fin dalla sua fondazione “Il Bardo” riflette sulla tecnologia, sull’arte, sull’ambiente, sullo spazio che abitiamo. Diventare una micronazione è un modo per affermare la nostra identità e riunire le persone che in questi anni hanno operato insieme a noi».

La vita della micronazione “Bardo” è articolata e vivace «Siamo sempre stati interessati al discorso comunitario, soprattutto su piccola scala: ho sempre pensato che spesso nel piccolo si faccia meglio che nel grande, basti pensare al lavoro di una piccola azienda agricola, in termini di qualità dei prodotti e di cura del territorio – spiega Bormida –. Così abbiamo costituito le nostre cariche, che sono visibili sul nostro sito e abbiamo diversi ambasciatori in giro per il mondo, che concordano con le nostre idee e contribuiscono a portarle in giro. In tutto abbiamo un’ottantina di cittadini e cinque ambasciatori, uno in Argentina, uno a San Marino che è un affermato artista, Lorenzo Cesari (fu batterista, tra l'altro, nella prima formazione dei Tiromancino), e uno a Napoli, Graziano Ciccarelli.

La bandiera del ducato del Bardo

Lui ha voluto annettere lo spazio in cui opera al nostro ducato, così c’è un pezzettino di “Bardo” anche a Napoli». Insomma, la micronazione è un concetto teorico, ma con interessanti risvolti concreti: «Le relazioni internazionali sono fitte, spesso si organizzano incontri e summit. Hanno fatto anche una sorta di G8 delle micronazioni, a cui siamo stati invitati – racconta Bormida –. Quest’anno, in seguito agli eventi alluvionali, abbiamo avuto anche noi dei danni. Abbiamo ricevuto concreti atti di solidarietà, con diversi esponenti di altre micronazioni che sono venuti ad aiutarci, tra cui due signori provenienti da Modena. Attualmente abbiamo quasi 80 cittadini effettivi da tutto il mondo, gli ultimi sono due signori indiani, che ci hanno chiesto anche di poter fare gli ambasciatori. Tra gli altri abbiamo un famoso stilista nigeriano, dei giapponesi, belgi, tedeschi e un paio di americani».

Il Governo del Bardo:

Duca reggente: Piercarlo (von) Bormida

I ministeri:

Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, Francesco Fiore;
Ministero degli Affari extraterrestri e della Cooperazione interplanetaria, Paolo Cristiani;
Ministero delle Interconnessioni espressive, Isacco Caraccio;
Ministero delle Relazioni tra animali (umani e non), Estelo Anghilante;
Ministero delle Quattro direzioni, Riccardo Giraudo;
Ministero della Salute pubblica, dott. Vasco Merciadri;
Ministero della Crescita selvaggia, Marta Maltese;
Ministero del Benessere, Matteo Calautti

 

Gli ambasciatori:
Ambasciatore dell’Altrove, Osvaldo Vanini;
Ambasciatore presso la Repubblica napoletana, Graziano Ciccarelli;
Ambasciatore presso la Repubblica di San Marino, Leonardo Cesari;
Ambasciatore di Nessun luogo, Troy Southgate; ambasciatore presso l’Argentina, Ezequiel Toti.

Festività nazionali:
20 febbraio, fondazione del “Bardo”;
20 maggio, giorno della Bandiera nazionale;
21 giugno, festa della Costituzione e del solstizio d’estate;
1° settembre, giorno delle arti, compleanno di Carmelo Bene.

La lingua ufficiale è l’inglese, anche se nel territorio del regno si parla molto l’italiano. La libertà religiosa è garantita.

Il “Bardo” è un ducato che fa parte del più ampio Regno della natura. “Ducato” è adottato in riferimento diretto al suo significato più antico: quello di “tribù” in germanico

Il console estense del Granducato di Flandrensis firma il trattato di reciproco riconoscimento con il duca reggente di Bardo Micronazione intenzionale per le loro azioni positive contro il riscaldamento globale

Le micronazioni

Ad oggi nel mondo è impossibile dire quante siano complessivamente le micronazioni, anche perché molte non esistono se non nella pura intenzione dei loro propugnatori. Altre sono un po’ più strutturate, con siti online o organi di comunicazione ufficiali. La tradizione e la serietà fanno un po’ la differenza, nel mondo virtuale delle micronazioni: esiste un libro: “L’Atlante delle micronazioni” di Graziano Graziani che ne raccoglie alcune tra le più significative. Chi vuole curiosare in questo curioso mondo può anche fare riferimento al sito Microwiki: conta più di 115 mila pagine dedicate a popoli e nazioni, rigorosamente micro. Può essere davvero divertente esplorare questa piccola galassia di mondi: dal Principato di Ledilia, vicino al Lago Albano in Lazio, al Serenissimo impero di Azzurria, sulla punta orientale della Sicilia, vicino a Messina.

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