ll cinema in stand-by premia l’azzardo di Tenet

Più o meno un anno fa leggevamo sulle riviste specializzate, e su qualsiasi canale audiovisivo, di una miriade di titoli attesissimi, che avrebbero infarcito un’annata mai tanto ricca di iniziative, finalmente decisa a coprire tutte le stagioni, rendendo memorabile il 2020 cinematografico. Come sappiamo benissimo purtroppo le cose non sono andate in questo modo. Per il cinema è stato l’anno delle chiusure forzate dai decreti, del grande rifiuto della Disney e della solidarietà ai lavoratori dello spettacolo. Dei proiettori accesi simbolicamente nelle sale vuote, per la cerimonia dei David di Donatello, o rivolti sulle facciate dei palazzi, per la gente sui balconi, citando Nuovo cinema Paradiso. Delle riaperture contingentate e dei film rinviati, mentre la Mostra del Cinema di Venezia ci illudeva di un ritorno alla normalità. Invece sono tornati i lucchetti alle sale, e i festival in streaming; come in streaming sono andate le première e praticamente tutto quanto filmato da una cinepresa. L’Italia ha appena lasciato alle spalle il primo Natale, dall’invenzione dei Lumière, senza cinema in sala, e il fine anno, consueto tempo di bilanci, risulta decisamente avaro. “Tenet” era tra i film più attesi del 2020, e anche senza convincere tutti, merita la palma del migliore. Sia per il merito di essere l’unico blockbuster coraggiosamente distribuito in un momento difficile, sia per il valore di un’opera complessa e visionaria, tecnicamente innovativa, ricca di sequenze spettacolari e di impossibili convergenze temporali, in pieno stile Nolan. E’ stato anche l’anno della consacrazione definitiva di Pierfrancesco Savino. Con “Hammamet” impressiona nell’interpretare Craxi, ne “Gli anni più belli” è parte di un solido affresco generazionale, mentre “Padrenostro” gli è valso la Coppa Volpi. Tutti e tre sono da inserire nella cerchia dei titoli migliori dell’anno realizzati dal nostro Paese, nel cui novero, con grande orgoglio per noi monregalesi, possiamo inserire “Sul più bello” della conterranea Alice Filippi. Il film è in testa all’ultima graduatoria di incassi al botteghino prima della chiusura, ed è stato inserito nella selezione italiana per gli Oscar 2021, dove però la scelta è caduta su “Notturno” di Gianfranco Rosi, visto a Venezia e nelle sale. Altri due titoli griffati Italia sono “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo e “Volevo nascondermi” sul pittore Antonio Ligabue, apprezzatissimo al Festival di Berlino. Non è un caso che la classifica sia dominata da titoli italiani, davvero poco di internazionale è arrivato a tiro nelle nostre sale. Per quelli dobbiamo appellarci allo streaming, scomodando la controversa Disney con l’animazione di “Soul” e il musical di “Hamilton”, dirottati come Mulan, non senza polemica, sulla neonata piattaforma. Milo Manara ha recentemente pubblicato un suo disegno di una sala vuota, col volto di Rutger Hauer in Blade Runner, scrivendo “aspettando che ritornino i sogni…”, un augurio che speriamo suoni come una certezza.