Sci: il nuovo Dpcm conferma lo stop fino al 15 febbraio

Nel corso della riunione del Governo con Regioni, Comuni e Province sono stati illustrati i contenuti del nuovo Dpcm, contenenti un ulteriore stretta, con quasi tutte le Regioni che tornano, dal 16 gennaio, a regime di zona arancione e con due regioni in zona rossa (Lombardia e Sicilia).

Tra i punti trattati c'è anche lo sci, e non lascia molte speranze al comparto: lo stop contenuto nel Dpcm infatti va fino al 15 febbraio. Sono confermate dunque tutte le misure già in essere e sarà inasprita la soglia per accedere alle zone con restrizioni. Con Rt1 e un livello di rischio alto si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Gli indicatori sono tutti peggiorati in settimana. Il divieto di spostamento tra le regioni resta in vigore fino al 15 febbraio, con la validità al 5 marzo della regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

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In questo contesto è difficile illudersi: l'ipotesi una riapertura da metà febbraio in poi è un'incognita mai affrontata dalle stazioni sciistiche, in termini di affluenza di pubblico e di sostenibilità economica. A questo si aggiunge l'incertezza relativa alle restrizioni: ammesso e non concesso che sarà possibile aprire non è detto che non permanga il divieto di spostamento tra le regioni privando le stazioni sciistiche della maggioranza del proprio pubblico.

Insomma, la fisionomia di questo dpcm sposta definitivamente la battaglia della montagna sul tema dei ristori, a questo punto fondamentali per consentire di superare questo momento difficile.

Appare particolarmente significativo, infine, il retrofront dell'Alto Adige: se inizialmente aveva annunciato, con l'autonomia consentitagli dal particolare statuto, che avrebbe comunque aperto gli impianti dal 18 gennaio almeno per gli altoatesini, è notizia di oggi la decisione contraria presa dai vertici della Regione.

 


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