Frana della ripa di Dogliani Castello: a breve partiranno i lavori

Il Comune ha già a disposizione 100 mila euro per un primo lotto, collegato anche al recupero degli antichi sentieri verso il borgo. Albarello: «Intervento prioritario»

Sta lavorando a pieno regime l’Ufficio lavori pubblici del Comune di Dogliani, che ha presentato e presenterà, per richieste di finanziamento, diversi progetti di pubblico interesse. Tra i primi interventi pronti a partire, che potrà iniziare già questa primavera, c’è la messa in sicurezza e la sistemazione della frana di ripa di Castello. «Tramite la Legge 38 della Regione abbiamo già ricevuto un finanziamento da 100 mila euro, per un primo lotto – spiega l’assessore Emanuele Albarello –. Questo lavoro ha la priorità e sarà collegato al recupero degli antichi sentieri che collegano la parte bassa, il borgo, a quella alta, Castello. A completamento è previsto anche il recupero di un locale sul Belvedere, che diventerà una struttura ricettiva, ma avremo modo di approfondire l’argomento più avanti». Quasi terminato il ripristino dell’immobile che ospita la Caserma dei Carabinieri, il Comune si è assicurato anche la copertura economica per intervenire sul “capannone dei cantonieri”, dove nei prossimi mesi sarà rimossa la copertura in Eternit e sostituita con un tetto nuovo. «Altri due progetti importanti per i quali siamo aggiudicatari di finanziamento, anche se i soldi materialmente non ci sono ancora – prosegue Albarello –, riguardano la messa in sicurezza dal punto di vista sismico e l’efficientamento energetico di Scuole medie, elementari e materna. Un lavoro di grosse proporzioni, per il quale abbiamo già il progetto esecutivo. Ci siamo poi iscritti al bando del Mise per finanziamenti di ulteriori interventi di efficientamento, ma abbiamo appena depositato i progetti e non abbiamo ancora avuto riscontri». Il Comune ha infine chiesto di recente al Ministero un altro contributo, per un intervento da 120 mila euro, che consentirebbe di completare il recupero della cappella del Ritiro del Sacra Famiglia. «Negli anni scorsi si era già provveduto al restauro della parte alta, il tetto dell’edificio – conclude Albarello –. Questi soldi ci permetterebbero di chiudere il cerchio, con il restauro dei dipinti sulle pareti e il recupero degli antichi serramenti originali».