Addio a Don Tom, storico direttore del Giornalino dei Paolini.

Ci lascia a 78 anni Don Tommaso Mastrandrea. Era stato il direttore de "Il Giornalino" dei Paolini, nell'età dell'oro della testata, dal 1976 al 1999.

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Il tributo di Roberto Rinaldi al direttore scomparso

Il Giornalino” dei Paolini è con ogni probabilità la più longeva testata per ragazzi in Italia attualmente pubblicata: nasce infatti nel lontano 1924 dalla Società di San Paolo, dedicata all’apostolato tramite la stampa. Ed è un’eccellenza che ha le sue radici nel cuneese, in particolare ad Alba, di cui era originario il fondatore, il beato Don Giacomo Alberione (tuttora il gruppo editoriale include la Gazzetta d’Alba). Ma l’età dell’oro del Giornalino si lega a un periodo successivo, quello degli anni ’80 e ’90, e più precisamente alla direzione di Don Tommaso Mastrandrea, per i piccoli lettori di allora semplicemente “Zio Giò”, che il 23/1 ci ha lasciati, a 78 anni. Originario della provincia di Bari, sacerdote nel ’68, al Giornalino opera anche come sceneggiatore, specie di fumetti religiosi: la Bibbia a fumetti, È lui, Il segreto dei quattro codici (sulla vita e l’opera di Don Alberione).

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Paulus (1985), coi disegni di uno dei più grandi maestri del fumetto italiano, Gianni De Luca, è forse l’opera più ambiziosa, che parla di San Paolo ambientandolo in un futuro che rilegge in modo originale “Star Wars”, con numerosi rimandi al ciclo della Fondazione di Asimov che ne era un modello. Un’opera modernissima, tra il meglio della fantascienza a fumetti (non solo italiana) e tuttavia fedele allo spirito originale: coerente con la missione di Paolini, appunto. Sotto la sua guida, a fronte della crisi del Corriere dei Piccoli e di testate come Intrepido e Monello, il Giornalino raggiunse le 240.000 copie vendute, coniugando in perfetto, delicato equilibrio intrattenimento, linguaggio giovanile e educazione (anche religiosa). Passeranno di qui la maggior parte dei migliori nomi del fumetto di quegli anni, da Toppi a Mattioli, da Nizzi a Boscarato, da Micheluzzi a Caprioli, da Landolfi a Bottaro (per nominarne alcuni: un elenco completo è in pratica una storia del fumetto italiano). Non resta che augurarci che la cultura italiana, non solo nel mondo cattolico, sappia far tesoro della sua lezione.