Una “maxi offerta” per produrre Raschera sui pascoli in montagna di Magliano

Bagarre per l’affidamento dell’Alpe Raschera e del nuovo caseificio che consentirà per la prima volta di fare il formaggio direttamente in quota. Intanto l'Alpe Brignola è stata nuovamente affidata ai fratelli Basso di Rocca de' Baldi

Il nuovo caseificio e i pascoli, sull'Alpe Raschera

Conclusasi la gara d’affidamento, lo scorso venerdì 29 gennaio, lunedì 1º febbraio in municipio a Magliano sono state aperte le buste contenenti le domande pervenute per la concessione in affitto dei due alpeggi in montagna di proprietà del Comune, dopo la Balma, all’Alpe Raschera e all’Alpe Brignola. Per l’Alpe Brignola (200 ettari pascolabili più alcuni casotti e punti per abbeverare gli animali) è arrivata un’unica offerta, formulata dall’azienda agricola Fratelli Basso di Rocca de’ Baldi, che già attualmente deteneva la concessione e che si è quindi aggiudicata la gestione anche per i prossimi 6 anni (prolungabile di ulteriori 6), per la cifra di 20.010 euro a fronte di una base d’asta di 20 mila euro. Resta da assegnare invece, per ora, l’affidamento definitivo dell’Alpe Raschera, il “pezzo pregiato” dell’asta maglianese, che comprende una superficie pascolabile di 295 ettari e mette a disposizione (oltre a vari casotti e punti per abbeverare gli animali), soprattutto il nuovo caseificio appena realizzato, che permetterà di produrre per la prima volta quest’estate formaggio Raschera d’alpeggio direttamente sul posto, a pochi passi dai prati dove pascolano gli animali. Per l’Alpe Raschera si preannuncia bagarre e sono giunte due offerte: la migliore è risultata essere quella del signor Fabrizio Dalmasso di Saluzzo, che ha presentato un rialzo davvero importante pari addirittura al 50%, formulando una maxi offerta di 44.930 euro (la base d’asta era di 30 mila euro). Ora, per l’aggiudicazione definitiva bisognerà però aspettare 45 giorni, il tempo che i malgari che attualmente avevano in affidamento l’appezzamento, i fratelli Ugo ed Assunta Gerbotto di Marene, hanno a disposizione per legge per esercitare l’eventuale diritto di prelazione sulla malga. «Terminata l’apertura delle buste – spiega il sindaco Marco Bailo –, abbiamo inviato comunicazione scritta ai fratelli Gerbotto, per informarli dell’esito. Ora attendiamo una loro risposta per procedere all’assegnazione definitiva. I malgari la cui concessione è scaduta nel 2020 possono esercitare diritto di prelazione pareggiando l’offerta di 44.930 euro».

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