Tarocchi/L’imprevedibilità del matto.

Il grande potenziale simbolico degli arcani e l’elemento divinatorio proveniente dalla cartomanzia, non potevano lasciare indifferente il mondo del cinema, da sempre assetato di occultismo e bisognoso di caratteri con cui delineare i suoi personaggi. I tarocchi sono presenti in maniera diretta solo in una manciata di pellicole di rilievo, ricco e impreciso è il suo utilizzo nel cinema di serie B, mentre è estesissimo il campo di film ispirati ai significati delle sue carte. Tra tutte “il Matto” è quella che ha stuzzicato la fantasia di cineasti di rilievo, partendo dagli albori della mimica di Charlot, fino ad arrivare a un identificazione più vicina ai nostri giorni. Molti appassionati di tarocchi si ricollegano a “Forrest Gump” per una sua collocazione contemporanea, mentre agli autori pare interessare maggiormente la sua prerogativa di essere elemento di disturbo, spiazzante e imprevedibile, utilissimo a smuovere la trama e ribaltare le sorti della vicenda: requisiti fondamentali per accrescere l’interesse verso un’opera cinematografica. “Qualcuno volò sul nido del Cuculo” sfrutta alla perfezione questo tratto, grazie a un Jack Nicholson incanalato alla perfezione nel ruolo del matto non matto. Terry Gilliam invece dedica quasi completamente la sua cinematografia a questo archetipo di personaggio, ripescando il Barone di Monchausen e il matto di Cervantes, tratteggiando quello moderno e allucinato di “Paura e delirio a Las Vegas”, per proiettarlo in avanti nel tempo nelle sue visioni distopiche del futuro. Il Joker invece rappresenta il Matto in chiave pop per eccellenza: modellato sui tratti chiave dell’arcano ne diviene figura immediata, sia nell’immagine esteriore (già dal fumetto il Jolly caratterizza l’aspetto del personaggio) sia nel ondivago oscillare comportamentale, che nella costruzione di un villain degenera in un indole profondamente disturbata. La spensieratezza e la follia come strumento di evasione dal dramma, nutrono l’immaginazione del giovane Shlomo, narratore fantastico di “Tran de Vie”, uno tra i più originali e incisivi film sull’olocausto.