«Lavoravo a Londra, la pandemia mi ha costretta a tornare in Italia»

La storia di Magda, originaria di Mombasiglio. Da nove anni viveva a Londra, poi la pandemia, e il nuovo lavoro a Torino. «Dopo una difficoltà ci si può riprendere»

«Lavoravo a Londra, la pandemia mi ha costretta a tornare in Italia»
«Lavoravo a Londra, la pandemia mi ha costretta a tornare in Italia»

«Lavoravo a Londra, la pandemia mi ha costretta a tornare in Italia». Doveva rimanere a Londra per sei mesi, il tempo di perfezionare l’inglese. Ci ha però vissuto per quasi 9 anni. Un’esperienza lavorativa importante nell’entourage di “Booking.com”, le difficoltà causate dalla pandemia e il ritorno il Italia. È la storia di Magda Ravotti, 33 anni, originaria di Mombasiglio. Una storia che parla di meritocrazia e buone opportunità lavorative e che mette a confronto Italia e Uk. Da circa un mese ricopre il ruolo di “learning specialist” (formazione e sviluppo risorse umane) per une delle sedi in Italia di una grossa azienda americana, motivo del rientro dal Regno Unito. Nei 5 anni precedenti per “Booking.com Londra” era una “team leader e learning & quality advisor”.
Magda cosa ti ha portato a Londra?
Ho vissuto a Londra per 8 anni e mezzo; nel 2012 mi sono laureata in Lingue e Letterature straniere a Torino, dopo poco ho deciso di intraprendere un’esperienza nel Regno Unito per migliorare il mio inglese e tentare la fortuna per crescere nel mondo del lavoro (in Italia lavoravo come commessa a Mondovicino). La mia idea iniziale era di rimanere solo per sei mesi ed invece, grazie alle ottime opportunità presentatesi e all’alto livello di meritocrazia nel mondo lavorativo, l’idea di una breve esperienza all’estero si è tramutata ben presto in un vero e proprio stile di vita.
Come mai hai deciso di tornare in Italia?
Io sono molto grata all’Inghilterra per tutto quello che mi ha dato, per le fantastiche persone che mi ha fatto conoscere, incluso mio marito, e per l’inestimabile ricchezza personale. In seguito alla crisi mondiale portata dal Covid-19, “Booking.com” ha annunciato la triste, ma forzata decisione di chiudere tutti gli uffici in UK. Questo annuncio mi ha portato ad un breve momento di sconforto, ma allo stesso tempo mi ha anche dato il tempo di riflettere sul fatto che dietro ad una notizia negativa c’è sempre l’opportunità di intraprendere un nuovo percorso di crescita. Ho inviato la mia candidatura per un ruolo di “learning specialist” in una rinomata azienda americana che si sta espandendo in Piemonte, dopo una lunga serie di colloqui, mi è stata fatta un’offerta lavorativa con inizio nel 2021 che ho deciso di accettare. A Mombasiglio ritorno nel fine settimana, ma al momento vivo vicino a Torino dove lavoro.



Quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi di vivere nel Regno Unito?

Vivere nel Regno Unito è un valore aggiunto sotto tanti aspetti, ho lavorato con persone provenienti da diverse parti del mondo, fatto grandi amicizie e avuto la possibilità di partire davvero dalle basi della ristorazione fino ad arrivare a lavorare nella formazione del personale a Booking.com dopo soli 3 anni. Il Regno Unito offre tantissime opportunità per chi ha voglia di crescere e di imparare, non potrei avere fatto una scelta migliore quando ho deciso di partire per quest’avventura nel 2012. A livello di organizzazione dei servizi tutto funziona benissimo, dai trasporti alla sanità, fino ai contratti lavorativi, che legalmente devono sempre essere fissi dopo aver superato una prova di 6 mesi. Il costo della vita però è davvero molto elevato per ogni tipo di servizio e per il proprio fabbisogno giornaliero. Lo stipendio minimo aumenta ogni anno con l’aumento del costo dei servizi. Personalmente ho fatto un buon numero di sacrifici nei primi due anni quando l’ammontare del mio stipendio non era elevato, ma, col passare del tempo e grazie al mio impegno focalizzato sulla crescita lavorativa, posso dire che ho sempre vissuto bene senza rinunciare a troppe cose (amo viaggiare). Ovviamente non potevo permettermi un alloggio tutto mio in centro, ma vivevo con mio marito e suo fratello in un modesto appartamento vicino a Bermondsey, una zona molto carina vicino a London Bridge.
Un paragone tra Italia e Regno Unito?
Vantaggi Italia: ottima qualità di vita se hai un lavoro sicuro e ben retribuito, buon cibo e splendida paesaggistica da nord a sud, famiglia e amicizie più vicine. Svantaggi: elevata burocrazia e livello di imposte, assenza di meritocrazia e di possibilità di lavorare in certe aziende a meno che sei “figlio di”, assenza di offerta lavorativa o comunque quando si trova lavoro è sempre stipulato con contratti temporanei, assenza di sostegno economico per chi ne ha la necessità. Vantaggi Regno Unito: ottime opportunità lavorative, ottimo funzionamento di tutti i servizi soprattutto i trasporti, opportunità di conoscere e lavorare con persone provenienti da tutto il mondo imparando tantissimo sulle altre culture, burocrazia al minimo e bassa tassazione applicata ai redditi. Svantaggi: elevato costo della vita, distanze estese a causa della grandezza dell’area metropolitana londinese, alto costo degli affitti, senza parlare dei costi inavvicinabili delle case in vendita, andare dall’estetista o dalla parrucchiera è decisamente un lusso
Come hai vissuto l’emergenza sanitaria in un Paese che non era il tuo?
Dopo più di 8 anni vissuti a Londra, la considero una seconda casa, quindi non ho sentito una lontananza particolare dai miei affetti, anche considerando il fatto che ho conosciuto mio marito lì e ho cari amici con cui son rimasta in contatto virtualmente. Nel Regno Unito già dal primo lockdown, nonostante tutte le attività commerciali fossero chiuse, le persone erano autorizzate ad uscire una volta al giorno per una passeggiata o un’attività sportiva. In seguito all’emergenza Covid, ho iniziato a lavorare in smart working da marzo 2020 e per questo motivo non sono stata particolarmente esposta, anche la spesa quando riuscivo la facevo online.
Ritornerai in Uk o resterai in Italia?
Attualmente lavoro come “learning specialist” per un’azienda americana in espansione in Piemonte. Ci sono 4 mesi di prova, sto imparando tantissimo e mi piace molto l’ambiente. Vedremo se rimarrò in Italia o tornerò nel Regno Unito. Ho imparato che nella vita non bisogna farsi troppi piani a lungo termine, ma cercare di vivere al meglio e con serenità sia la vita professionale che quella personale, rimango positiva sul fatto che se tutto va per il verso giusto mi piacerebbe molto stabilirmi in Italia e avere un ritmo ed un tenore di vita qualitativamente migliori rispetto ai ritmi frenetici londinesi. Mio marito è rimasto a Londra fino a quando sarò confermata in azienda, poi all’inizio dell’estate ipotizziamo che mi raggiunga. Sicuramente non sarà una passeggiata per lui. La vita è bella perché ci offre delle opzioni, possiamo sempre decidere se andare avanti, tornare sui nostri passi o cambiare totalmente direzione.
Come vedi il futuro?
Vivere a pieno il presente per costruire un futuro sereno, tutto il resto è un nuovo libro da scrivere.

«Lavoravo a Londra, la pandemia mi ha costretta a tornare in Italia». Nella foto Magda Ravotti durante la sua permanenza a Londra

 

 

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