LA RUBRICA CHE ABBAIA – Il microchip, questo sconosciuto

LA RUBRICA CHE ABBAIA - Elly, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele
LA RUBRICA CHE ABBAIA - Elly, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele

LA RUBRICA CHE ABBAIA

Lo scorso anno su 70 accalappi effettuati dalla nostra Associazione nel Monregalese solo 3 cani sono entrati effettivamente in canile. Degli altri, alcuni avevano il microchip e nell’arco di poche ore sono tornati a casa, troppi invece sono arrivati in canile sprovvisti di identificazione e questo ha complicato un po’ le cose perché abbiamo dovuto attivarci per ritrovare il proprietario, perdendo tempo e risorse, ma soprattutto perché questi cani, a seguito di microchippatura da parte del veterinario dell’Asl, hanno dovuto scontare dieci giorni di quarantena in isolamento.
Che cos’è il microchip? Se andiamo sul sito della nostra Asl leggiamo che “è un circuito integrato delle dimensioni circa di un chicco di riso, il materiale che lo costituisce non provoca nessuna forma di rigetto o fastidio all’animale e viene posizionato nella regione retroauricolare sinistra, sottocute”. È obbligatorio per tutti i cani, e facoltativo per gatti e altri animali da compagnia, a meno che non si voglia ottenere per loro il passaporto (che permette di farli viaggiare all’estero).
Il microchip ha progressivamente sostituito il sistema precedente che era quello del tatuaggio (una pratica che comportava non pochi problemi, come lo scolorimento progressivo delle sigle tatuate, la presenza di peli che ostacolano la lettura, e la necessità di sedare o addirittura anestetizzare il cane per tatuarlo) e dal 2005 è diventato l’unico sistema identificativo nazionale (ma se abbiamo un cane ancora identificato con il tatuaggio e questo è ancora leggibile, non è necessario far mettere il microchip).
Quali informazioni contiene? Se andiamo sul sito http://www.arvetpiemonte.it nella sezione ricerca animali d’affezione e inseriamo il numero di microchip del nostro animale possiamo vedere che ci compariranno il suo nome, la razza, la taglia, il tipo e il colore del pelo, il sesso e la data di nascita, oltre che i dati del Servizio veterinario corrispondente al luogo di residenza. Se questa ricerca viene fatta un professionista (come un veterinario dell’Asl o un libero professionista), questi potrà accedere anche al nome e al recapito del proprietario, permettendo quindi di rintracciarlo rapidamente in caso di smarrimento.
É quindi molto importante tenere aggiornato questo database: ogni cambio di proprietario, indirizzo o recapito telefonico vanno segnalati al Asl o al veterinario. Inoltre bisogna ricordare che l’anagrafe canina è regionale, quindi se noi o il nostro cane cambiamo regione dobbiamo farci iscrivere nella nuova lista. È anche bene, ogni tanto, controllare che il microchip del nostro animale sia sempre leggibile: se infatti è difficile che questo si smagnetizzi o non funzioni più, è possibile invece che si sposti e sia difficile da rilevare.
Importante per noi è ribadire che il microchip è obbligatorio per legge e può essere messo da un veterinario libero professionista, ma anche da all’Asl ad un costo irrisorio, ma è soprattutto un atto di amore: se lo ami, lo microchippi.

LA RUBRICA CHE ABBAIA Per GEA ODV - Pia Tealdi

Nella foto sopra, Elly, ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele 

 

 

___

VUOI ESSERE SEMPRE INFORMATO?
Sì, voglio le news gratis in tempo reale - ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM - CLICCA QUI
Sì, voglio le top news gratis ogni settimana - ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER - CLICCA QUI