Covid, in Piemonte Rt a 1,41: da lunedì “zona rossa”

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Covid, in Piemonte Rt a 1,41: da lunedì "zona rossa". Prevista la chiusura dei negozi, eccetto beni alimentari e di necessità

L'ordinanza arriverà domani o sabato e scatterà da lunedì: il Piemonte finirà in "zona rossa". Con un indice di contagi oltre i 270 casi settimanali ogni 100 mila abitanti e un Rt a 1,41, il lockdown è automatico. La soglia prevista per la zona rossa è Rt a 1,25: questo dicono gli indici fissati dal Dpcm.

Lo ha confermato il presidente della Regione Alberto Cirio, che oggi si trova a Cuneo in Camera di Commercio la tappa cuneese del roadshow della Regione Piemonte dedicato ai fondi europei. Il pre-report è giunto nelle mani della Regione nelle ultime ore, l'ISS diffonderà gli aggiornamenti domani. Era solo questione di "quando": gli indici di contagio - LEGGI QUI - non lasciavano dubbi.

La “zona rossa” (già attivata in Campania, Basilicata e Molise) comporta ciò che riassumiamo di seguito. 

SPOSTAMENTI
Sono vietati tutti gli spostamenti in entrata, uscita e all’interno della Regione e del Comune, se non per motivi di lavoro, salute o emergenza. È possibile recarsi nelle seconde case, salvo disposizioni di Regioni o Comuni. Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato. Vietate le visite a parenti e amici (se non rientrano tra le motivazioni di “necessità”).

SPORT
L’attività motoria è consentita solo all’aperto, nei pressi della propria abitazione ed in forma individuale. L’attività sportiva può essere svolta solo entro i confini comunali. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza.

BAR E RISTORANTI
Restano aperti solo per l’asporto. I bar fino alle 18; per le altre attività fino alle 22. Consegna a domicilio consentita senza limiti di orari.

NEGOZI
Prevista la chiusura dei negozi, eccetto (tra gli altri) supermercati, vendita di beni alimentari e di necessità, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, negozi di abbigliamento per l’infanzia. Chiusi parrucchieri e centri estetici, sale giochi e sale scommesse.

SCUOLE
Permane la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle attuali zone rosse sono chiusi anche gli Asilo nido.

DA QUANDO SI ATTIVA?
Se si guarda al meccanismo delle zone così come esplicato dal Dpcm, la stretta parte da lunedì 15 marzo. Il Cts però chiede misure rafforzate già per il week end, con chiusure al sabato e alla domenica come già fatto durante le vacanze di Natale. Ad esempio, spostamenti consentiti solo per necessità il sabato e la domenica. In più gli scienziati chiedono di aumentare le misure anche in zona gialla per ridurre l’incidenza e ristabilire il contact tracing. E al contempo estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibili.

CTS: MODELLO “CODOGNO”
La richiesta non è di un lockdown generale ma di “zone rosse locali” con misure però ancora più rafforzate sul cosiddetto “modello Codogno”. Cosa si intende? Rafforzare con posti di blocco gli accessi e le uscite dai territori, come quanto già sperimentato nel primo lockdown. Come le indicazioni del Cts verranno recepite dal Governo resta comunque da capire.


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