Nuova proposta per la prevenzione del rischio idrogeologico nel bacino del Tanarello

Presentato ai presidenti di Piemonte e Liguria un progetto complementare allo studio in corso sull’intera asta del Tanaro

Venerdì 19 febbraio, in una riunione via web organizzata dalla Fondazione CRC con la collaborazione della Fondazione “De Mari” di Savona, è stata presentata ai presidenti di Regione Piemonte, Alberto Cirio, e di Regione Liguria, Giovanni Toti, una recente proposta progettuale dedicata a prevenire il rischio idrogeologico sui territori del Cebano e dell’Alta Val Tanaro, colpiti negli ultimi 30 anni da 5 alluvioni (1994, 2000, 2011, 2016 e 2020), che hanno determinato perdite di vite umane e gravi conseguenze per l’economia.

All’incontro hanno preso parte, oltre ai presidenti Cirio e Toti, il presidente di Fondazione CRC Giandomenico Genta, il presidente di Fondazione “De Mari”, Luciano Pasquale, l’assessore regionale piemontese, Marco Gabusi, e l’assessore regionale ligure, Giacomo Giampedrone, la prof.ssa Anna Maria Ferrero (vicedirettore per la didattica) e il prof. Luciano Masciocco, entrambi del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Torino, oltre al consigliere di amministrazione Davide Merlino e alla consigliera generale Annalisa Bove, per la Fondazione CRC.

La proposta presentata prevede lo studio di fattibilità per la realizzazione di opere per la mitigazione del rischio idro-geologico, diffuse sul territorio dell’Alta Val Tanaro, volte a trattenere le acque di scorrimento superficiale durante gli eventi meteorici estremi, per poi rilasciarle gradatamente dopo la fase più critica. La proposta pilota interessa la testata: la Val Tanarello, il cui bacino si estende per gran parte nel territorio ligure, in quanto la realizzazione di tale opera proteggerebbe specialmente Ponte di Nava, Ormea e Garessio e apporterebbe beneficio a tutti gli altri abitati a valle lungo l’asta del Tanaro.

Il progetto, per cui è stata presentata una richiesta di contributo sulla Sessione erogativa generale 2021 di Fondazione CRC, è complementare allo studio idrogeologico sulla Valle Tanaro sostenuto con un contributo di 75 mila euro a favore dell’Unione Montana Valli Mongia e Cevetta, Langa Cebana, Alta Valle Bormida, Cebano e Alta Val Tanaro nell’ambito del bando Emergenza Alluvione 2020, promosso da LVIA nello scorso autunno e sostenuto da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo.

«La riunione odierna è stato un primo passo fondamentale per presentare questa progettualità alle due Regioni coinvolte e sottolineare la volontà delle Fondazioni di sostenere interventi di prevenzione del rischio idrogeologico che possano, in un futuro non troppo lontano, contribuire a evitare disastri pesantissimi e ormai ricorrenti», ha commentato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC.

«Il progetto di intervento sul bacino del Tanarello può diventare un prototipo innovativo per futuri interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, un ambito su cui le Fondazione confermano la volontà di intervenire, insieme a tutti gli enti dei territori coinvolti, per garantire un futuro migliore alle nostre comunità», ha aggiunto Luciano Pasquale, presidente di Fondazione “De Mari”.

«La Regione ringrazia le Fondazioni che si sono fatte portavoce di questa proposta e assicura il proprio supporto tecnico e la disponibilità a organizzare una cabina di regia per approfondire le possibilità di intervento di prevenzione delle alluvioni che periodicamente colpiscono la Val Tanaro, ha sottolineato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte. «Prevenire le periodiche piene che mettono in ginocchio intere vallate è una priorità per tutte le Amministrazioni: i risultati dello studio preliminare presentato oggi potranno aiutare a individuare le modalità di intervento più efficaci e il coordinamento necessario per interventi così ampi e articolati, ha concluso Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.