Il liscio si fece “Extra”: i ballabili nell’era postmoderna

La musica popolare, come buona parte dei legami con le tradizioni, oscilla tra legame con le radici e ricerca d’innovazione: in questi contesti nasceva per la condivisione di momenti di festa e di conseguenza per il ballo, naturale che le ritmiche dovessero ricondurre a movimenti doppi, ternari o quaternari; su queste, architetture melodiche talvolta di maggior accompagnamento tal altre più audaci e virtuose. Una prima fase di stravolgimento avvenne con l’idea di abbinare alle strumentazioni più tradizionali della musica popolare, sulla falsa riga di quanto stava già accadendo nel sud ovest della Francia e nel nord della Spagna, con una base ritmica più moderna, fatta di rock, ska o reggae. Nel Cuneese fu così che Sergio Berardo divenne l’artista capace di dare, alla musica Occitana, una connotazione non esclusivamente locale o fatta per gli studiosi esegeti; sulla stessa falsa-riga si ricordano altri episodi andati via via proliferando: in Lombardia Davide Van der Sfroos, a sud il recupero della Pizzica e dei tamburelli di Alfio Antico. Se la musica napoletana sembra non aver mai sofferto di questi complessi, restava un genere, forse IL genere popolare per eccellenza, a non essere stato toccato da questa ondata amarcord. Ad inizio del nuovo millennio e pero nata l’idea da parte di un nutrito gruppo di musicisti dell’ambiente underground di recuperare la tradizione del liscio che i Casadei avevano saputo sapientemente esportare dalla Riviera romagnola. Ecco dunque che il percorso che ha portato la presenza all’ultimo Festival di Sanremo degli Extraliscio non è stata che la ciliegina sulla torta. Mirco Mariani, deus ex machina interno al progetto, arriva da tutt’altri ambienti; ha collaborato con Vinicio Capossela – un altro che si e dedicato al liscio con la Banda della Posta – e con Enrico Rava, oltre ad aver suonato nei più importanti festival jazz italiani e stranieri, accompagnando alcuni dei migliori artisti del genere da Arto Lindsay alla chitarra di Marc Ribot, passando per Stefano Bollani e Paolo Fresu. Come Mariani altro illustre musicista a lasciarsi sedurre dal liscio e stato Enrico Gabrielli (nella foto), mente dei Calibro 35 e polistrumentista di supporto a numerose band tra cui gli Afterhours, in cui per altro milita l’altro pilastro di questo sodalizio artistico, il violinista Rodrigo D’Erasmo: l’Orchestra di Molto Agevole – le parole dello stesso Gabrielli in un’intervista sintetizzano bene il senso – «e stata l’occasione di approfondimento di molto del repertorio tradizionale, che e quello più bello... Per me, il liscio, andrebbe insegnato nelle scuole come massimo esempio di musica popolare peninsulare».