Pandemia: decine di richieste di aiuto da parte dei giovani monregalesi

Hanno fra i 13 e i 16 anni, sono ancora costretti a rinunciare alla scuola e spesso sono le famiglie a chiamare per loro. L’allarme arriva anche dai genitori, da mamme e papà che hanno cominciato a notare che i loro figli non stanno più bene. A marzo a Mondovì ha riaperto il centro di ascolto giovanile “SMArt”, in corso Statuto (telefono 338.3669882 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 15, anche via whatsapp) e in poche settimane sono già arrivate decine di telefonate, di casi, di richieste di aiuto: «Purtroppo – spiega la dottoressa Barbara Nano del Servizio di Neuropsichiatria infantile – molti di questi sono già casi troppo gravi per il centro di ascolto: casi che necessitano di immediato intervento o ricovero, e che passano dunque alla NPI. Ma è comunque importante che si sparga la voce fra i ragazzi che esiste questo servizio e che può aiutare». Quali sono i problemi? «I giovani stanno soffrendo l’isolamento, la pesantezza della situazione, magari lutti legati al Covid. E lo manifestano in tanti modi diversi: ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno. Abbiamo avuto tantissimi casi di disturbi alimentari, che portano anche a ricoveri e anche in fasce d’età molto giovani». Ma anche depressione, tendenza a isolarsi dal mondo e a chiudere ogni contatto, atti anti-autoconservativi. La riapertura dello sportello è un passo importantissimo in questo momento, in cui gli effetti psicologici della pandemia si avvertono e destano preoccupazione.
Lo sportello assicura il massimo riserbo della privacy e può essere contattato anche dalle famiglie. Sempre allo stesso numero (338.3669882 anche whatsapp) possono essere richieste consulenze telefoniche o in video e informazioni. Su richiesta sono attivabili On line incontri psicoeducazionali di gruppo per i genitori.

Progetto dell’Alberghiero: incontri virtuali fra studenti per sfogarsi
Uno spazio – purtroppo virtuale, perché le norme non consentono altro – per chiacchierare, discutere di temi seri o leggeri e, nel caso, sfogarsi. Si chiama “Tutti per uno” ed è un progetto lanciato dall’Alberghiero che ha già raccolto circa 70 adesioni e che si svolge attraverso la piattaforma Teams. «Un tentativo per dare ai ragazzi la possibilità di trovare un luogo di incontro per parlare liberamente –spiega la dirigente scolastica, professoressa Donatella Garello – moderato, sicuro ma informale. Ci siamo resi conto che ne hanno un forte bisogno».

Aumentano i casi di disturbi alimentari
Così come era prevedibile durante la pandemia da Covid-19 è aumentato il numero delle diagnosi di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (Dna). A evidenziarlo sono alcuni dei centri multidisciplinari, sia pubblici sia privati, affiliati Adi- Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica, dove nell’ultimo anno (febbraio 2020 – febbraio 2021) i casi di disturbi alimentari sono aumentati in media del 30% rispetto allo stesso periodo 2019-2020, con un abbassamento della fascia di età (13-16 anni).

In questa video-intervista, il direttore del Dipartimento di Salute mentale dell'AslCn1, Francesco Risso, fa luce sui casi di disturbi alimentari, anche gravi, tra giovani e giovanissimi in epoca Covid sul nostro territorio.