Ondata di gelo: «Cancellati i raccolti di kiwi e albicocche, dimezzati i Nebbioli»

"Triste" report dei tecnici Coldiretti. Dove non è presente il sistema "antibrina", il repentino abbassamento delle temperature ha causato grandi danni anche a peschi, ciliegi, peri e meli

L'effetto dell'irrigazione "antibrina", che protegge gli organi vegetali ricoprendoli con uno strato di ghiaccio che mantiene la temperatura intorno allo zero

La forte ondata di gelo che ha colpito il Piemonte e la provincia di Cuneo nelle notti tra il 6 e l’8 aprile ha provocato danni ingenti ai frutteti nel pieno della fioritura, favorita dalle temperature quasi estive delle scorse settimane. Il bilancio che emerge dal monitoraggio Coldiretti è davvero non lascia spazio ad interpretazioni: perdite fino al 100% per kiwi e albicocche, per pesche e ciliegie il danno produttivo si aggira intorno al 90% e per pero e melo sul 70-80%. Da nord a sud della Regione, in particolare è stata colpita l'area frutticola del borgodalese in provincia di Vercelli, i vigneti con danni fino all'80% nella zona di Acqui Terme, in provincia di Alessandria, nell'astigiano, oltre alla frutta e agli asparagi, sono state colpite le vigne, soprattutto nella zona di Calosso sono andati persi il 20-30% dei germogli del Nebbiolo che erano già di 5 centimetri, come anche nella zona di Coazzolo e di San Damiano d'Asti. Nella zona di Carmagnola, le temperature sono scese fino a meno 8 gradi e ci sono danni sul mais, le cui piantine hanno raggiunto lo stadio vegetativo delle seconda-terza foglia. Temperature così basse hanno cagionato danni anche al grano e agli asparagi. I danni maggiori si sono verificati nel Pinerolese per quanto riguarda la frutta. Nel cuneese, nella zona di Alba ci sono perdite fino al 50% sul Nebbiolo e nel resto del territorio della provincia le colture più colpite sono la frutta nel saluzzese con pesche, susine, albicocche e kiwi danneggiati, ma anche melo e piccoli frutti e anche quella a guscio come noci e nocciole, oltre ai danni su erba medica e loietto il cui primo taglio potrebbe essere a rischio. Nel saviglianese a risentire delle basse temperature, le orticole fuori serra.

Irrigazione antibrina per salvare i frutti
Tramite un apposito impianto sulle coltivazioni, l'irrigazione antibrina permette di mantenere in prossimità degli zero gradi centigradi la temperatura degli organi vegetali, ricoprendoli con uno strato di ghiaccio in continua formazione, fino al termine della gelata. La tecnica si basa sulla distribuzione continua di acqua necessaria alla formazione del ghiaccio.