Pulizia dei fiumi a Bastia: partita la “fase 2” alla confluenza Ellero-Tanaro

Mentre prosegue il “cantiere principale” sotto il ponte, le ruspe stanno ora lavorando per liberare dai detriti l’ultimo tratto dell’Ellero, poi verrà eliminata l’isola di ghiaia alla Braia

I lavori, pochi metri a monte della confluenza dell'Ellero in Tanaro

A Bastia è in corso ormai da qualche settimana un importante intervento di pulizia dell’alveo del fiume Tanaro. Mentre prosegue il “cantiere principale”, quello che permetterà di liberare l’ultima arcata del ponte, ormai completamente ostruita dal depositarsi di sabbia e detriti, in questi giorni è stata avviata anche la “fase 2” del progetto. Una ruspa infatti ha iniziato a lavorare anche in un altro settore “a rischio”, l’ultimo tratto del torrente Ellero, a ridosso della sua confluenza nel Tanaro, proprio dietro località Paradiso, al confine con il territorio di Mondovì. In questo punto, il susseguirsi delle piene dell’Ellero ha causato il deposito di ghiaia e grosse pietre, che ora verranno rimosse. Allo stesso tempo, sulla riva sono cresciuti alberi ad alto fusto, che vengono quindi tagliati ed asportati, eliminando così il rischio che possano spezzarsi e cadere in acqua facendo da ulteriore “tappo” al normale deflusso. L’intervento complessivo sui due fiumi che interessano il Comune di Bastia è stato affidato dall’Amministrazione comunale del sindaco Paolo Crosetti all’impresa edile e di escavazioni locale “Coinge” e prevede una spesa totale di 300 mila euro, possibile grazie ad un contributo ministeriale ricevuto nel 2020. Come annunciatoci dallo stesso primo cittadino soltanto qualche settimana fa, alla “fase 2” (quella intermedia), seguirà una “fase 3” di nuovo particolarmente impegnativa. Il terzo ed ultimo intervento inserito nel progetto si preannuncia infatti davvero “imponente”. Nello specifico, i tecnici, gli operai ed i mezzi della “Coinge” saranno impegnati su un altro tratto ancora del fiume Tanaro, in località Braia, dove le ultime alluvioni hanno portato alla creazione di una vera e propria “isola di ghiaia”, nel centro dell’alveo. Sarà necessario “dividere” in due l’isolotto e “spingerne” una parte sulla sponda destra e l’altra parte su quella sinistra. Secondo la scaletta prevista, i tre interventi dovrebbero durare circa 4 mesi e permetteranno di rimuovere dal letto del fiume addirittura 85 mila metri cubi di materiale.