Belvedere: domenica torna la “Festa dei micun”, in presenza

Confermate le celebrazioni del 18 aprile, legate ai pani benedetti che dal 1600 la Confraternita dei Battuti Bianchi distribuisce alla popolazione. Quest'anno la distribuzione avverrà a domicilio

Domenica 18 aprile Belvedere Langhe rinnova la Festa dei Micun di San Sebastiano, i pani benedetti che dal 1600, ogni seconda domenica dopo Pasqua, la Confraternita dei Battuti Bianchi distribuisce alla popolazione.

Quest’anno si potrà vivere “in presenza” questo tradizionale appuntamento, ma, a motivo delle restrizioni ancora in atto, la celebrazione avverrà nella Chiesa parrocchiale, e non nella cappella della Confraternita. La benedizione dei “micùn” verrà impartita durante la Messa festiva delle 15.30, che sarà presieduta dal Vescovo Mons. Egidio Miragoli.

Nella Chiesa parrocchiale sarà trasferita anche la statua di San Sebastiano, che normalmente veniva portata in processione dai Confratelli prima della benedizione.

Anche quest’anno, per evitare gli assembramenti che si verrebbero a creare, non si effettuerà la distribuzione dei micùn al termine della funzione religiosa. I pani benedetti, confezionati singolarmente, verranno portati dopo la celebrazione a casa di ogni famiglia dai volontari della Protezione Civile.

Anche quest’anno, pertanto, i micun saranno consegnati solo ai belvederesi, nell’attesa di poter tornare a celebrare, con processione e concorso di popolo, questa tradizione importante per la piccola comunità di Langa.

Si ringrazia per la collaborazione il sig. Ottavio Bocca, che prepara e cuoce i pani nel forno del proprio esercizio commerciale.

La comunità di Belvedere vuole mantenere al di là delle restrizioni questa festa del pane condiviso, vivendola come segno di unità in un cammino comune fatto di fatiche, di lutti e sofferenze sempre maggiori. Mentre si invoca l’aiuto dall’Alto, si chiede anche di crescere tutti in fraternità, perché si trovino le strade e la forza per affrontare con generosità questo tempo ancora difficile, per essere vicini a persone e famiglie in crescenti difficoltà, e uscirne insieme, senza lasciare nessuno indietro. Come in una famiglia si spezza il pane della tavola tra fratelli, così nella Chiesa tra fratelli si spezza quello dell’Eucarestia, per essere vicinanza e dono ai tanti dolori dell’umanità.