Per far rifiorire Dogliani Castello, i volontari “lanciano” bombe di semi

Ecco l'ultima bellissima iniziativa del gruppo "Castello c'è". Le "seed bombs" coloreranno il borgo antico in maniera spontanea, salvaguardando la biodiversità

Le bombe di semi a Dogliani Castello, pronte per essere "lanciate"
Lanciare "bombe di semi", per far rifiorire il borgo antico in maniera spontanea, senza "manipolazioni", affidandosi solamente alla natura e alla sue infinite risorse. È questo l'interessantissimo progetto avviato in questi giorni dal gruppo di volontari "Castello c'è", che, in questo modo, intendono "colorare" di fiori gli angoli più belli del borgo di Dogliani Castello. «Le bombe di semi (o seed bombs) sono una pratica antica usata, ad esempio, già nell’Egitto dei faraoni, dopo le inondazione primaverili del Nilo – spiegano i volontari –. Una tecnica presente anche in Giappone con l’antica pratica della “tsuchi dango” o “gnocco di terra ” e ripresa dal maestro giapponese Masanobu Fukuoka, cultore dell’agricoltura naturale o del "non fare". L’idea rivoluzionaria si basa sull’assecondare la natura, ridurre al minimo l’intervento umano e salvaguardare la biodiversità. In tempi più recenti è diventata una pratica di "guerrilla gardening": cioè "armarsi" e partire all’attacco! Una "seed bomb" va lanciata o appoggiata semplicemente sul terreno, aspettando che la natura faccia il suo corso. L’elemento distintivo di questa pratica è che le bombe non si debbono interrare, basta lanciarle sul posto, perché il mix compositivo (terra carta e concime) garantisce la germinazione dei semi contenuti. Noi a Dogliani Castello lanciamo le nostre "bombe" (da quest'anno auto prodotte) in posti strategici, aspettando una fioritura naturale in luoghi da colorare con mille fioriture. Tutto semplice, naturale e spontaneo! Questa è davvero l'unica guerra che ci piace programmare e combattere – concludono –. Per un borgo antico pacifico, colorato e accogliente».