“Gli Instabili” di Trinità leggono le memorie della partigiana Adriana Colla

In occasione del 25 aprile, gli attori hanno “dato voce” alle parole della coraggiosa valsusina classe 1922, morta qualche anno fa: «I tedeschi entravano di notte nelle case e picchiavano i genitori davanti ai figli»

Adriana Colla

In occasione della Festa della Liberazione del 25 aprile, la Compagnia teatrale “Gli Instabili” di Trinità, della quale fa parte anche il sindaco Ernesta Zucco, ha pubblicato online sulla sua pagina Facebook un video, con la lettura di alcuni brani sulla Resistenza. Nella clip gli attori, intervallandosi, leggono in particolare la toccante testimonianza di una donna, Adriana Colla, nata il 29 ottobre del 1922 a Susa, partigiana, morta nel 2017 a 95 anni. «Siamo nati con la dittatura. Fin da piccoli siamo stati abituati ad amare il duce – raccontava Adriana –. Marciavamo per le vie di Susa e gridavamo: “Duce, duce”. Ero entusiasta, ero fascista, ci credevo. Poi ho imparato cos’era il fascismo. Arrivai in treno a Torino, perché avevo appena ottenuto un lavoro. Fuori dalla stazione c’era un gran fermento e alcuni giovani, con scale lunghissime, stavano staccando dalla stazione i busti del duce e i segni del fascismo. Ascoltai i racconti delle persone che erano lì. C’erano uomini che erano stati picchiati solo perché non avevano voluto prendere la tessera del fascio. Entravano in casa di notte e li picchiavano davanti ai loro bambini. Picchiavano gli anziani in strada, col manganello, finché non cadevano a terra. Mi avevano ingannata, imbrogliata. Ero indignata. L’8 settembre ero venuta a sapere dalla radio che i tedeschi stavano entrando nei paesini. Lì ho capito cosa dovevo fare. Su suggerimento di don Foglia iniziai ad andare in giro per tutta la Valsusa in bicicletta, per sapere cosa stava succedendo. Intanto si stavano formando le brigate. Quando i tedeschi mi catturarono, mi dissero che dovevo scrivere al mio comandante per chiedere uno scambio di prigionieri. Io gli scrissi e gli dissi di non preoccuparsi per me, che io non avevo paura di morire, che era più importante il futuro della brigata. Un giorno mi portarono su un ponte, insieme ad altri ragazzi arrestati. Arrivarono i partigiani con i prigionieri tedeschi e ci fu lo scambio di prigionieri. Sono stata fortunata, perché né fascisti né tedeschi mi hanno mai picchiata. Quello è stato il periodo più bello della mia vita, ero felice perché ero dalla parte giusta e non avevo paura. Ricordo poco del 25 aprile: c’era il corteo e c’erano gli inglesi che ci hanno fatto consegnare le armi».

Ascolta il racconto di Adriana Colla letto dagli attori di Trinità

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