La ministra Dadone si fa il test antidroga: «Vediamo chi sono i cattivi maestri»

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La ministra Dadone si fa il test antidroga: «Invito i detrattori della legalizzazione a fare altrettanto. Vediamo chi sono i cattivi maestri»

Lo aveva detto, e lo ha fatto davvero. Fabiana Dadone, ministra alle politiche giovanili, si è fatta fare il test antidroga. Lo aveva annunciato un paio di settimane fa - LEGGI QUI - in diretta a "Un giorno da pecora" su Radio 1. Ma non era una provocazione: è stata di parola.

Lo fa nel giorno in cui è arrivata l'assoluzione del tribunale di Arezzo perché "il fatto non sussiste" per l'uomo  che aveva allestito una "serra terapeutica" di marijuana. «Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene - dichiara la Dadone - . In Italia ad oggi i malati sono costretti a battaglie legali perché abbiamo troppi legislatori che rifiutano pregiudizialmente un confronto nel merito. Oggi mi sento di festeggiare questa sentenza e lo faccio con un test antidroga del capello».

E rilancia l'invito ai colleghi a fare altrettanto, con tanto di hashtag #unfilodicoerenza: «Invito per l'ennesima volta a un atto di coerenza pubblica i detrattori della legalizzazione della marijuana che ritengono "cattivi maestri" quelli a favore. Abbiate un filo di coerenza e fatelo anche voi dimostrando che non c'è ipocrisia in questa vostra posizione. Posso non assumere sostanze stupefacenti ed essere a favore della legalizzazione della marijuana, posso essere eterosessuale ed essere a favore dei diritti lgbt. Non abbiamo bisogno di vivere direttamente un'esperienza per comprenderla, per empatizzare con chi soffre ogni giorno in silenzio i soprusi di una mentalità violenta e repressiva. Non siamo noi quelli sbagliati, non siamo noi i criminali e spesso è proprio chi vive di questa linearità di pensiero a nascondere una frustrazione, un segreto. Non abbiate paura e se siete contro la legalizzazione e contro i diritti per chi soffre argomentate le vostre idee senza slogan, senza violenza e senza pregiudizi. Fate un passo verso il confronto, non è mai una mossa sbagliata. Walter oggi non è stato un cattivo maestro, anzi. Voi potete dire lo stesso?».

 

 

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