Togliere l’alcol dal vino e aggiungere acqua: la folle proposta di Bruxelles

Iniziativa inserita nel “Piano d’azione per migliorare la salute degli europei”. Coldiretti: «Il vino è vino, l’Ue vuole annacquarlo!»

Togliere l'alcol dal vino ed aggiungere acqua è l'ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo previste nella Comunicazione sul "Piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei”. È quanto afferma la Coldiretti nello svelare i contenuti del documento della presidenza del Consiglio dei ministri Ue in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell'ambito delle pratiche enologiche l'eliminazione totale o parziale dell'alcol con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine. «Assurda questa possibilità, che farebbe sì che venga chiamato vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell'uva in mosto e quindi in vino – evidenziano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. Un inganno legalizzato per i consumatori che si ritrovano a pagare l'acqua come il vino. L'introduzione della dealcolazione parziale e totale come nuove pratiche enologiche rappresenta un grosso rischio, oltre ad un precedente pericolosissimo che metterebbe fortemente a rischio l'identità del vino italiano e europeo, anche perché la definizione "naturale" e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua. Tale proposta è, quindi, una minaccia al comparto vitivinicolo piemontese che conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata e vanta 42 Doc e 17 Docg ed è stato già provato dalla pandemia con il blocco dell'export».

Via libera anche al vino “senza uva”
La proposta di aggiungere acqua nel vino è solo l'ultimo degli inganni autorizzati dall'Unione Europea che già consente l'aggiunta dello zucchero nei paesi del nord Europa per aumentare la gradazione del vino mentre lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un "trucco di cantina" e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall'uva. Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino "senza uva" ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica che altera la natura stessa del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall'uva.