La Casa Albergo di Ceva deve riaprire entro 6 mesi

Il Tar condanna i gestori a rimettere in funzione la struttura eseguendo i lavori di manutenzione. Si chiude una vicenda giudiziaria lunga anni

È arrivata martedì la sentenza del Tar Piemonte sul contenzioso tra il Comune di Ceva e la ditta Cress, Consorzio gestore della “Casa Albergo” dal 2006, struttura socio-assistenziale attualmente chiusa. Una “battaglia legale” che va avanti ormai da anni. Di fatto, il Tribunale amministrativo regionale ha respinto la domanda del Cress di risoluzione del contratto di concessione per “eccessiva onerosità sopravvenuta”. Non è stata dunque accolta l’istanza, secondo cui i gestori evidenziavano un aumento eccessivo dei costi, subentrato all’accordo firmato con il Comune cebano, che impediva loro di proseguire il servizio di gestione della struttura. Una decisione che non si limita a questo, il Tar infatti ha accolto la domanda del Comune, imponendo al Cress la riapertura della Casa Albergo entro il termine di 6 mesi dalla notifica della sentenza, eseguendo le opere di manutenzione necessarie. Il sindaco di Ceva Vincenzo Bezzone: «Sentenza totalmente favorevole al Comune di Ceva con la quale il Tar ha accolto accoglimento delle nostre difese. Da un lato, è stato respinto il ricorso della Cress e quindi accertato che il contratto di concessione non si è risolto per eccessiva onerosità sopravvenuta ma è tutt'ora valido ed efficace. Dall'altro lato, accolto il ricorso incidentale del Comune e, per l'effetto, ha condannato la Cress ad eseguire i lavori di manutenzione indicati dal Comune nella relazione, nonché a riaprire la “Casa Albergo” entro il termine di 6 mesi dalla data di notificazione della sentenza del Tar Piemonte, previo ottenimento dalla Asl di Cuneo dell’autorizzazione alla riapertura e previo ripristino del plesso in piena efficienza. Siamo particolarmente soddisfatti che i giudici abbiano posto un punto fermo su una vicenda che aveva del grottesco. Nel dibattito giudiziario, i principi di verità e razionalità sono emersi inequivocabilmente». L’avvocato del Comune di Ceva Alessandro Sciolla: «È un importante risultato per la comunità cebana che porterà alla riapertura della struttura, senza dubbio utile per il territorio». Ricordiamo che la struttura può ospitare 50 persone: 38 autosufficienti e 12 parzialmente autosufficienti.