A Sant’Albano, una chiesetta recuperata diventa “Museo dei Longobardi”

Concluso il restyling della ex cappella di Sant’Antonio, il sindaco Giorgio Bozzano ha presentato i lavori in conferenza stampa. Inaugurazione il prossimo 20 giugno

Dopo un lungo intervento di “riconversione” dei locali è finalmente pronto per l’apertura ufficiale al pubblico il nuovo “Museo longobardo” di Sant’Albano, ricavato all’interno della ex cappella di Sant’Antonio da Padova in centro paese, in piazza Donatori del sangue. L’immobile negli anni scorsi è stato oggetto di numerosi lavori di restyling, che lo hanno portato appunto a diventare importante polo turistico archeologico. Il Museo, oltre a pannelli informativi e immagini, potrà ospitare anche alcuni reperti originali, rinvenuti nell’ormai famosa necropoli emersa in borgata Ceriolo, che resta attualmente uno dei ritrovamenti più importanti su scala europea per quanto riguarda la presenza longobarda. Nella sala polivalente della Scuola Media, giovedì 10 giugno, il sindaco di Sant’Albano Giorgio Bozzano in conferenza stampa ha presentato i lavori appena conclusi. Tra una decina di giorni, domenica 20 giugno, lo stesso primo cittadino santalbanese, insieme al presidente dell’Unione del Fossanese e sindaco di Bene Vagienna, Claudio Ambrogio, presenterà ufficialmente il nuovo museo (dalle ore 10), in occasione dell’apertura della mostra “Lungo la Stura… racconti di archeologia e paesaggio”.

Il sindaco e gli "addetti ai lavori" durante la conferenza di presentazione

Necropoli del Ceriolo: uno dei ritrovamenti più sensazionali d'Europa
La necropoli longobarda è stata scoperta casualmente al Ceriolo di Sant'Albano nel 2009, durante gli scavi per la realizzazione dell'autostrada Asti-Cuneo. Un ritrovamento del tutto inatteso, che attualmente rappresenta uno degli eventi più importanti e sensazionali della storia longobarda in Europa. In 10 anni di lavori, sono state scavate tutte le 842 tombe presenti, 560 delle quali erano provviste di preziosi corredi funebri.