Lo aggredì e gli rubò cinque euro in stazione a Mondovì: condannato

Cinque anni di prigione per un 24enne già con precedenti penali: nel 2017 era stato sorpreso a spacciare in Ospedale mentre la moglie partoriva

(a.c.) È stato condannato a cinque anni di prigione per cinque euro rubati. Questa la pena inflitta dal tribunale di Cuneo al 24enne Khalid Selloum, residente a Dogliani, di nazionalità marocchina, e responsabile della rapina ai danni di un minorenne consumatasi due anni fa alla stazione di Mondovì. La vittima, un 16enne di origini monregalesi residente a Savigliano, era stato fermato poco dopo essere sceso da un treno. Selloum, presente in compagnia di altri giovani, gli avrebbe intimato di consegnare portafoglio e cellulare. «Io ho detto di no, – ha raccontato a processo – si è arrabbiato, mi ha afferrato per il collo e sbattuto a terra: diceva “tu non hai mai visto uno che si è fatto di crack”». Il ragazzo ha aggiunto di aver cercato di fuggire ma di essere stato ripreso e minacciato dalla stessa persona, che lo aveva perfino obbligato a cambiare i soldi in biglietteria prima di darglieli.

Due adulti, accortisi che qualcosa non andava, si erano avvicinati per soccorrerlo e avevano avvertito le forze dell’ordine. Il rapinato aveva poi riconosciuto in fotografia l’aggressore, il quale oltre a strattonarlo al collo gli aveva assestato un pugno alle costole provocandogli lesioni guaribili in sette giorni. Un testimone che quel giorno era in compagnia dell’imputato ha confermato, pur con qualche esitazione, di aver assistito alle violenze: il sedicenne, ha spiegato, si sarebbe recato a Mondovì per truffare un coetaneo vendendogli un dado Star contrabbandato per hashish. L’imputato avrebbe atteso che tornasse per poi derubarlo.

Nel formulare la richiesta di pena il pm Alessandro Borgotallo ha premesso che «il fatto va ben al di là dei cinque euro di cui si discute ed è di assoluta gravità, in primo luogo perché si è verificato nel contesto di una tranquilla cittadina di provincia in un’ora di abituale frequentazione della stazione». A giudizio del procuratore la modestissima entità della refurtiva rappresenta semmai un’aggravante: «Selloum è un rapinatore seriale, con precedenti rilevanti per questo stesso reato». L’imputato, al momento in carcere a Torino, aveva subito una prima condanna per rapina nel 2016 dal tribunale per i minorenni ed era reduce da una recente scarcerazione all’epoca dei fatti. Nel suo già lungo elenco di sentenze passate in giudicato figurano oltre a varie rapine anche lesioni personali, furti e un porto d’armi abusivo. Nello stesso 2019 era stato condannato a quattro mesi perché sorpreso a spacciare ketamina in ospedale mentre la moglie partoriva.

Per lui il pubblico ministero ha chiesto la reclusione per cinque anni e sei mesi e 2mila euro di multa, partendo dal minimo edittale previsto per questo reato (cinque anni). L’avvocato Simona Pennuzzi aveva domandato invece l’assoluzione per insufficienza probatoria, menzionando il fatto che oltre a quella del ragazzo presente anche la testimonianza del capostazione era stata lacunosa. Il giudice Giovanni Mocci ha comunque accolto l’impianto accusatorio comminando al 24enne la pena cinque anni di reclusione e mille euro di multa.