Film girato alla Casa do menor di don Renato Chiera premiato al Festival di Ferrara

“Dear child” del regista Luca Ammendola ambientato in Brasile si è aggiudicato la categoria best film Unicef 2021

Casa do menor don Renato Chiera

Film girato alla Casa do menor di don Renato Chiera premiato al Festival di Ferrara

Domenica 6 giugno si è chiusa la sesta edizione del Ferrara Film Festival, al termine di una settimana ricca di appuntamenti e proiezioni tra film, documentari e cortometraggi. Tra i premiati con il Golden Dragons Awards (per la categoria best film Unicef 2021) c’era anche il film “Dear child” girato alla Casa do menor di don Renato Chiera in Brasile. Una pellicola che «mostra il lavoro di cura, amore, dedizione che il sacerdote padre Renato Chiera utilizza per il recupero di un gruppo di ragazzi, salvati dalla droga, dalla violenza e dall’abbandono – sottolinea Carmela Pace, presidente Unicef Italia –. Il cinema, il suo linguaggio, l’apprendimento delle tecniche per costruire un film... diventano anche strumento di consapevolezza e liberazione. Per l’UNICEF un bambino è un bambino, non fa differenza dove nasce o cresce, perché ha gli stessi insindacabili diritti e merita le giuste opportunità».
L’idea della pellicola è nata da varie visite del regista Luca Ammendola alla Casa do menor e proprio i ragazzi sono così diventati attori, realizzando un film nel film, raccontando le loro storie di abbandono, di droga, di narcotraffico, di micro criminalità... superate solo grazie all’amore della famiglia incontrata a Casa do menor e alle opportunità offerte. “Dear Child” (“Caro bambino) è stato girato alla fine di ottobre del 2015 ed è uscito nelle sale nel 2020.
«Il regista ci ha fatto visita quattro volte ed è stato molto toccato dal nostro lavoro. Ha catturato la sofferenza dei ragazzi, che non sono amati e che la società tratta con crescente violenza – spiegava ai media brasiliani don Renato –. La gente ha bisogno di capire che la grande tragedia non è essere poveri, ma non è essere un bambino, ma non avere una famiglia. Questo problema è universale».
«Padre Renato ha una forte personalità. Quando mi ha parlato della Casa do menor, ho subito deciso di visitarla. Non appena sono arrivato e ho visto i problemi della Baixada, ho capito che era il luogo ideale per fare un film», spiega il regista.


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