Saliceto, insegue il ladro e lo fa condannare

Un 27enne si era allontanato da un autolavaggio dopo aver scassinato il cambiamonete

(a.c.) – Ha avuto la sfortuna di incappare in «un cittadino che non si è girato dall’altra parte», riprendendo le parole del pubblico ministero. Per il pregiudicato A.I., classe 1994 rumeno, questo è valso una condanna a dieci mesi di reclusione per furto e porto di oggetti atti ad offendere. La vicenda riguarda un furto commesso nell’agosto dello scorso anno in un autolavaggio di Saliceto. A sera inoltrata A.I. era stato visto allontanarsi in bicicletta da un 44enne del posto che si trovava in auto insieme alla compagna. Avvicinandosi al cambiamonete, l’uomo aveva notato che lo sportello era stato scassinato al fine di sottrarre l’incasso. Allora si era rimesso in macchina cercando di ritrovare le tracce del presunto responsabile: «L’ho incrociato – ha riferito in aula – e gli ho detto di fermarsi, solo per prendere tempo dopo aver chiamato i carabinieri”».

I militari, nel frattempo, si erano appostati proprio nel centro di Cengio. Vedendo arrivare un ciclista, corrispondente alla descrizione fisica fornita dall’automobilista, gli avevano chiesto i documenti. È emerso che il giovane aveva un precedente specifico per un furto commesso nel Lazio. Nella sacca aveva una tenaglia, un punteruolo, due cacciaviti e un gruzzolo di monetine per complessivi 92 euro. Il maresciallo Giulia del Fiore dei Carabinieri di Millesimo ha aggiunto: «Il sospettato ha detto che abitava a Roma e stava cercando lavoro in Liguria. Ci aveva fornito l’indirizzo fasullo di un fantomatico amico che lo avrebbe ospitato». Il passante che aveva segnalato il furto ai militari aveva in seguito riconosciuto A.I. in caserma. Una circostanza determinante per il pm Raffaele Delpui che ha chiesto la condanna a dieci mesi di reclusione per il furto e ulteriori sei mesi di arresto per il possesso ingiustificato delle tenaglie. L’avvocato Stefano Massè, difensore dell’imputato, ne aveva chiesto l’assoluzione almeno dubitativa sottolineando l’assenza di un sistema di videosorveglianza nell’autolavaggio e il fatto che il testimone del furto lo avesse perso di vista in un primo tempo. Il giudice Marcello Pisanu ha invece ritenuto gli elementi portati in istruttoria sufficienti a giustificare un verdetto di condanna.



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