Approvata la Variante 13: si farà il magazzino verticale al Colombero

 

Il Consiglio comunale di Peveragno ha approvato la variante 13 al Piano Regolatore, nella seduta straordinaria di martedì sera. Si tratta di un provvedimento importante, perché include il via libera al magazzino verticale che dovrebbe sorgere nel villaggio Colombero, una costruzione di grandi dimensioni e dall’altezza di 25 metri, stando alla proposta della ditta. Nel corso della serata il geometra Bianco ha ripercorso il lungo iter che ha condotto fino alla discussione finale in consiglio.

Un lungo e tortuoso percorso

L’istanza è stata presentata ad agosto 2019, riguarda l’area industriale presso il villaggio Colombero. La Nord Engineering e la ditta Perano sono le attività produttive che insistono sui comparti oggetto della Variante 13: la prima intende costruire un magazzino verticale automatizzato, la seconda un capannone. Le ditte hanno presentato un’istanza ad agosto 2019 per chiedere modifiche al piano su questi comparti. La richiesta contiene la richiesta di deroga delle altezze da 11 metri a 25 per realizzare i magazzini automatizzati, dispositivi sempre più adottati nelle attività industriali anche perché sviluppandosi in verticale consumano meno suolo. LA deroga originariamente richiesta era a 30 metri, poi ridotta. Adottata la preliminare, è partito l’iter per ottenere le autorizzazioni presso gli enti. Pubblicata e inoltrata sia alla Regione, agli enti territoriali limitrofi, inoltre all’Arpa che alla Provincia, per capire se ci fossero gli estremi per far scattare la Valutazione ambientale strategica. I pareri sono positivi da parte di Regione e Provincia (con qualche nota sull’altezza), mentre l’Arpa si fa attendere un po’ di più: 3 mesi prima di esprimere un parere incompleto (dalla relazione del piano e dagli allegati è risultata la scarsità di elementi sufficienti per esprimersi) con invito generale a prendere iniziative per la riduzione dell’altezza. Arrivano tre osservazioni da parte degli enti territoriali limitrofi: a settembre il Comitato intercomunale Colombero chiede di diminuire l’altezza a 15 metri invece dei 25 approvati; il comune di Beinette chiede di assoggettare alla Valutazione ambientale strategica la pratica relativa al magazzino; una terza osservazione presentata da un privato, richiede la riduzione dell’altezza a 15 metri e la previsione di opere di mitigazione. Dopo ulteriori colloqui con l’Amministrazione si passa a un’altezza di 20 metri, sanciti con la delibera 26 della Giunta comunale. Il tutto viene trasmesso ulteriormente all’Arpa, che il 18 maggio si esprime definitivamente, non assoggettando la pratica al Vas. Tuttiavia impone un vincolo sulla destinazione d’uso delle strutture, che non potranno essere trasformate o riutilizzate per altri fini.

Il Consiglio è passato alla lettura delle osservazioni riportate, con le controdeduzioni del Comune.

 

Il dibattito in Consiglio. A. Renaudi: «Approvate un ecomostro».

Ines Bosonetto è intervenuta per chiedere se l’installazione del magazzino sia indispensabile «è vero che al Colombero ci sono già altre attività produttive, ma l’impatto è importante», mentre Pietro Peirone ha chiesto se non fosse possibile sfruttare maggiormente la possibilità di interrare il magazzino. La risposta di Renaudi ha riportato in parte le ragioni delle ditte: la necessità di ridurre il consumo del suolo, che spinge le ditte a sfruttare in altezza gli spazi, e la possibilità di ridurre il volume di movimentazione delle merci, stoccando in loco i materiali. Sull’interramento, è stata già fatta pressione dal Comune in questo senso, ma anche lo scavo genera impatto ambientale, oltre ad aumentare i costi. Serve quindi equilibrio. Adriano Renaudi si è espresso molto duramente sulla Variante, definendo la nuova costruzione «Un ecomostro». Ha letto interamente le osservazioni riportate dal comitato Colombero. Inoltre Pierangelo Mattalia ha dichiarato di non vedere l’utilità della nuova installazione dal punto di vista dell’occupazione. Il sindaco ha ribattuto alle osservazioni di Mattalia rilevando come ci si aspetti un ritorno non immediato, ma a lungo termine nel senso delle ricadute economiche ed occupazionali. Adriano Renaudi ha nuovamente riportato l’attenzione sulle esigenze del pubblico interesse proponendo un ampliamento riducendo la sopraelevazione. «La variante in esame a nostro avviso presenta seri problemi sia dal punto di vista del pubblico interesse che da quello ambientale». Il capogruppo dell’opposizione ha posto l’attenzione sull’osservazione presentata dal Comune di Beinette al piano regolatore di un confinante, rilevando come tale atto sia indice della perniciosità della variante. Inoltre ha invitato il sindaco a ricordare, in questo caso specifico, l'art. 9 della Costituzione sul tema dell'ambiente, invitando alla cautela. «Abbiamo già un ecomostro a Madonna dei Boschi, rischiamo di essere ricordati come l'Amministrazione che ha consentito l'insediamento di un altro»

Il Consiglio ha approvato la variante con i 4 voti contrari dei consiglieri di minoranza.