La triste storia degli “sciacalli” in casa dei panettieri di Torre morti per il monossido

I ladri, giorni dopo, si sono introdotti nel loro appartamento. Unanime lo sdegno e la condanna della comunità

C’è una storia triste e misera, a margine della tragedia dei due panettieri di Torre Mondovì rimasti vittime delle esalazioni del monossido di carbonio lo scorso 11 luglio. Qualche giorno dopo la scomparsa dei compianti Bruno Manuello (che martedì 13 luglio avrebbe compiuto 47 anni) e la mamma Ernesta Boglio (79 anni), alcuni ladri si sono intrufolati nei loro appartamenti situati proprio al di sopra della panetteria. Non hanno trovato all’interno alcun bottino di valore, in quanto i familiari si erano occupati già di effettuare un parziale trasloco. Ma è un gesto di sciacallaggio che colpisce sul piano emotivo e va ad aggiungersi a una ferita ancora aperta. Unanime lo sdegno e la condanna dall’Amministrazione comunale a tutta la comunità. I Carabinieri della Compagnia di Mondovì sono al lavoro per tutti gli accertamenti del caso, tramite anche l’ausilio delle immagini di videosorveglianza.

Sabato scorso per l’ultimo saluto a Bruno ed Ernesta c’era un paese intero, ben oltre le mura del Santuario di San Gottardo (patrono di Torre), situato proprio di fronte alla loro casa e panetteria. Le salme riposano nel cimitero del paese.  Per la stessa giornata il sindaco Renzo Taravello e l'Amministrazione comunale avevano proclamato il lutto cittadino «ritenuto doveroso rappresentare alla famiglia la vicinanza per la tragica scomparsa, che ha suscitato profonda emozione tra i concittadini e gli abitanti dei paesi limitrofi». Bandiere a mezz'asta nel Palazzo comunale e chiusi tutti gli esercizi commerciali e le attività artigiane in concomitanza con lo svolgimento dei funerali.