Le foto storiche di Carrù e Farigliano riprendono vita e diventano “a colori”

Vecchie immagini in bianco e nero sono state ricolorate da alcuni appassionati, grazie ad una nuova tecnologia. Ecco come appaiono le Feste “del borgo” e la “Fiera del Bue” negli anni ’30 e il raduno di Lambrette alla “Festa del bon vin”

La Fiera del Bue grasso di Carrù del 1933, ricolorata da Marco Aimo

Siamo da sempre portati, magari un po’ inconsapevolmente, ad immaginare i tempi dei nostri nonni “in bianco e nero”, viste le fotografie dell’epoca giunte fino a noi. Ora invece, grazie ad alcuni programmi facilmente reperibili sul web, basati su una nuova tecnologia che “intuisce” i colori originali, la nostra percezione rischia di venire “stravolta” per sempre. Alcuni appassionati di storia del territorio infatti, nei giorni scorsi, sfruttando questa opportunità, si sono divertiti a “ricolorare” vecchie foto e cartoline in bianco e nero in loro possesso, permettendoci per la prima volta di vedere il passato “a colori”. D’un tratto le foto sembrano prendere vita, diventando finalmente reali. L’effetto è davvero sorprendente. A Farigliano, il bravissimo Carlo Conterno ha ricolorato alcuni degli scorci più caratteristici, modificando cartoline storiche che raffigurano la fontana dello Schellino in piazza Vittorio Emanuele a fine anni ‘50, via Asilo, i giochi da bocce dell’ormai scomparso Navetto, una veduta del paese con la storica fornace. La “ricolorazione” che però forse cattura maggiormente l’attenzione è quella applicata su una fotografia scattata in occasione di un raduno di Lambrette sulla piazza del “ciuchè”, tra il 1953 e il 1955 durante la “Festa del bon vin”, quando i fariglianesi avevano fatto un giro in sella per le frazioni (era presente anche il papà dello stesso Conterno). Un’immagine di festa, uno spaccato di vita quotidiana, legato ad un’epoca ormai lontana che ora, inaspettatamente, riacquista vita.

Anche a Carrù tornano i colori degli anni ’20 e ’30 grazie a Marco Aimo, questa volta non nei panni di fotografo ma di “memoria storica”. Nel suo (ricchissimo) archivio trovano spazio le immagini di un paese che non c’è più, molte scattate da Calandri, personaggio eccentrico e fotografo storico. Spesso venivano utilizzate, alla moda dell’epoca, per le cartoline da spedire, come durante le varie edizioni della “Fiera del Bue grasso”. Qui proponiamo anche uno scatto datato 1926 del “seguito della reginetta” in occasione delle “Feste del borgo nuovo” di Carrù. «Si svolgevano ad agosto per l’Assunta e in altri periodi – spiega Aimo –, almeno fino al ’34, quando una giovane morì. Si eleggeva una reginetta del borgo che indossava mantello e diadema, lo stesso completo che verrà poi utilizzato anche alle reginette della futura “Sagra dell’Uva” o al Carnevale».

Un raduno dei "fariglianesi con la Lambretta" ad una "Festa del bon vin" degli anni '50