A Dogliani nasce la prima “app” per curare il glaucoma con lo smartphone

L’idea sviluppata dal Politecnico di Torino ora sta trovando applicazione pratica, grazie alla start-up “Aldetech”, ospite dello stabilimento “Almec” del doglianese Ivano Albarello

Il visore per curare il glaucoma, ora in fase di test in alcuni Ospedali piemontesi, con risultati eccellenti

Con una “app” installata sullo smartphone sarà possibile riuscire a fermare e ridurre i danni del glaucoma. L’idea era partita tempo fa dal prof. Umberto Lucia, docente alessandrino del Politecnico di Torino che, dopo aver scoperto di essere lui stesso affetto da glaucoma, aveva avviato l’iter per una pratica innovativa, pensata per curare la grave malattia dell’occhio. Ora l’iniziativa sta trovando applicazione pratica a Dogliani, grazie all’intervento dell’imprenditore Ivano Albarello, che ha sposato e accolto il progetto nei locali ristrutturati al piano terra del suo stabilimento “Almec Spa”, in via Torino. L’idea del prof. Lucia, con la collaborazione della dott.ssa Maria Rosa Astori della Asl di Alessandria e del dottor Antonio Vercesi, oculista di Tortona, è infatti stata sviluppata dalla studentessa torinese Alma De Luca, che ha creato una start-up biomedica, la “Aldetech”, con sede proprio a Dogliani, specializzata nel proporre nuove tecnologie per la cura delle patologie. «Stiamo lavorando per certificare “ReVideo”, il primo prodotto, come dispositivo medicale. Ora è in test in alcuni ospedali piemontesi, con risultati strabilianti, perché è davvero pazzesco vedere persone ormai quasi non vedenti che tornano pian piano a distinguere i contorni, i lineamenti dei visi – spiega il doglianese Albarello –. Speriamo di poterlo lanciare al più presto sul mercato. Si tratterà di una delle prime certificazioni a livello italiano che ha come oggetto una “app” utilizzata come dispositivo medico. L’unica esistente che utilizza le frequenze e i colori per il trattamento delle patologie del nervo ottico, direttamente dallo smartphone. Una soluzione altamente tecnologica, rivoluzionaria e soprattutto non invasiva».

Un visore con filmato di luci, creato “ad hoc” paziente per paziente
La “app” creata a Dogliani consentirà di curare il glaucoma direttamente guardando lo smartphone. Funzionerà così: il paziente sosterrà una serie di esami medici, dopodiché i dati verranno inviati alla “Aldetech” che provvederà a creare un file “su misura” per la persona in trattamento. Verrà composto così un filmato di luci e frequenze di luci, a varie luminosità. Inserendo il proprio cellulare in un visore da indossare (si sta lavorando per un supporto in cartone, affinché i costi siano accessibili a tutti) si potrà visionare il filmato-cura, per il periodo e nelle modalità prescritte ovviamente dallo specialista. Una cura pratica, veloce, non invasiva, senza effetti collaterali e che sarà possibile sostenere direttamente a casa propria.