LA RUBRICA CHE ABBAIA – Il mio cane è… per sempre

LA RUBRICA CHE ABBAIA - Mork, accalappiato ad agosto e ora ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele M.
LA RUBRICA CHE ABBAIA - Mork, accalappiato ad agosto e ora ospite del Canile Rifugio 281 di San Michele M.

LA RUBRICA CHE ABBAIA

Questo agosto 2021 per noi volontarie del Canile Rifugio 281 rimarrà nella memoria per uno dei mesi con il maggior numero di accalappi. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi si trattava di cani con un microchip e con un proprietario, e la loro permanenza in canile è durata al massimo una notte o poco più.
Purtroppo, però non è stato per tutti così: abbandoni, o smarrimenti senza che nessuno venga a cercare gli animali spersi, sono cose che ancora succedono ai giorni nostri.
È capitato a noi tutte di sentire persone dirci “È comprensibile, accade perché non ci sono strutture alle quali affidare un animale se non si può più tenerlo”. E noi aggiungiamo: per fortuna! Se esistessero infatti luoghi come questi sarebbero pieni di animali, magari vecchi o malati, o semplicemente “male educati”. Un cane, come un qualsiasi altro animale, non è un oggetto, una maglia da buttare via o regalare ad un amico quando non ci piace più. Un cane deve entrare nella nostra vita come un membro della famiglia, qualcuno che ci impegniamo a tenere con noi e a proteggere per il resto della sua vita. Per questo motivo, l’adozione deve essere ragionata con cura, e la scelta dell’animale deve essere pensata in base al nostro stile di vita, attuale e futuro.
Detto ciò, se nel tempo dovessero insorgere dei problemi, ci sono moltissime azioni che si possono intraprendere per trovare una soluzione: un asilo diurno o un dog sitter per colmare assenze che non avremmo potuto prevedere, o un buon educatore cinofilo che ci aiuti a comprendere le ragioni di alcuni comportamenti e porvi rimedio. Se poi proprio nessuna di queste strade ci può permettere di tenere con noi il nostro animale, ci sono molte Associazioni distribuite sul territorio che possono aiutarci a cercare per lui una nuova famiglia (una famiglia adatta al nostro animale, non la prima che troviamo disposta a tenerlo), magari accogliendolo temporaneamente o cercando per lui uno stallo dietro il compenso che, in caso di difficoltà economiche, corrisponde spesso a poco più che le spese vive.
L’importante, in questi casi, è affrontare la situazione e non lasciare correre: un cane isolato dalla famiglia, recluso in un giardino, legato ad una catena o chiuso in un box di fortuna, se dovesse mai riuscire a liberarsi, fuggirebbe di certo, diventando un pericolo per l’incolumità sua e di altre persone lungo le strade. Potrebbe diventare un animale traumatizzato e difficilmente gestibile in futuro a causa dello shock dovuto all’abbandono e all’eventuale accalappio e, se non sterilizzato o castrato, potrebbe facilmente moltiplicare in maniera esponenziale il problema, dando vita a cuccioli senza casa e senza alcuna colpa di questa situazione.

LA RUBRICA CHE ABBAIA - Per Gea – Pia Tealdi

 

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