Addio a mons. Dho nel duomo di Alba

Ha presieduto mons. Cesare Nosiglia. Telegramma da Papa Francesco

Nel duomo di Alba gremito, con la presidenza di mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, si è celebrata la liturgia eucaristica con le esequie in morte di mons. Sebastiano Dho, presbitero della diocesi di Mondovì e quindi vescovo a Saluzzo e poi ad Alba fino al 2010. Hanno partecipato oltre venti vescovi. Ha concelebrato il card. Severino Poletto. Numerosissimi i sacerdoti e diaconi da Mondovì, Saluzzo e naturalmente da Alba.
“Un padre, fratello e amico” che si è prodigato “per offrire sostegno concreto di accoglienza e di fratellanza condivisa”. Così l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha tratteggiato la figura di mons. Sebastiano Dho nella Messa esequiale celebrata nel duomo di Alba, giovedì 2 settembre, alla presenza di numerosi vescovi, del clero e di fedeli delle tre diocesi dove Dho ha esercitato il suo ministero pastorale (Mondovì, Saluzzo ed Alba).
“Possiamo testimoniare”, ha detto Nosiglia. “che egli non ha mai vissuto solo per sé stesso, ma per le sue diocesi, i suoi sacerdoti e fedeli e la Chiesa, per i quali ha messo a disposizione la sua intelligenza, le sue qualità e competenze professionali, ma soprattutto il suo cuore e la sua anima. Tutto egli ha messo a disposizione del suo fecondo e costante ministero, sia nell’ambito dell’impegno di vescovo sia nell’amore ai poveri e ai sofferenti, suoi prediletti. Sì, egli è stato un buon pastore, perché ha speso tutta la propria vita per il suo gregge”.
Nella celebrazione sono stati letti anche alcuni messaggi di cordoglio. Tramite il segretario di Stato vaticano Parolin, il Papa ha ricordato come Dho fosse stato “entusiasta testimone del concilio Vaticano II e appassionato comunicatore”. Il presidente della Cei Bassetti ha sottolineato “il suo competente impegno come membro di alcune commissioni episcopali della Cei”. E il successore sulla cattedra di Alba, Brunetti, ha commentato: “Per tutti noi era un padre, un fratello e un amico. Il suo ministero in mezzo a noi per 17 anni ha lasciato un segno indelebile di cui sentiamo il dovere di esprimere tutta la nostra riconoscenza e gratitudine al Signore. La sua fedeltà al Vangelo e al concilio Vaticano II, di cui era un entusiasta, sono per noi un esempio e uno stimolo in questo tempo in cui la nostra Chiesa in comunione con tutte le altre Chiese italiane si appresta a intraprendere un cammino sinodale”. Ancora mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, ha avuto parole di riconoscenza per l’assistenza, negli ultimi tempi, a mons. Dho malato e per la vicinanza costante di mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì. Mons. Brunetti ha spiegato che questo è il momento della preghiera per mons. Dho, anche perché accompagni il cammino sinodale della diocesi col suo sguardo premuroso dall’alto. Poi verrà il tempo in cui raccogliere il magistero e il suo operato per farne prezioso tesoro. La sua salma è poi stata portata a spalle nella cripta sotto la cappella del Santissimo dello stesso duomo albese. Da venerdì si può pregare davanti alla tomba.