La festa più attesa: in Langa è iniziata la vendemmia del Dolcetto

Come da tradizione è la Cantina Clavesana a “segnare il passo”. Da Farigliano, Anna Maria Abbona spiega: «Annata eccezionale, con uve di grande qualità, che non hanno risentito della siccità»

L'avvio della vendemmia del Dolcetto - Foto Marco Aimo

È questa, da sempre, la festa più attesa per le famiglie che vivono e lavorano tra le colline di Langa. Da qualche giorno, tra i filari di casa nostra, ha preso il via la vendemmia del Dolcetto, appuntamento cardine per l’economia e la sopravvivenza di molte aziende agricole. Le uve sono giunte alla maturazione ottimale e si raccolgono materialmente i frutti di un anno intero di lavoro intenso e faticoso, spesso sotto il sole cocente, o sfidando il vento gelido e la pioggia. Ora, mentre i lavoranti sono in vigna, fin dal mattino ci si mette al lavoro anche in cucina, nelle cascine, per preparare il pranzo della festa e celebrare degnamente l’evento. Ormai terminata la prima fase della raccolta, dedicata ai bianchi e alle “basi” per il bollicine Alta Langa, avviata già a fine agosto, si inizia quindi a “fare sul serio”, passando alla vendemmia delle uve simbolo del nostro territorio (il Dolcetto è il primo dei “nostri” a bacca rossa a finire nelle ceste, seguiranno Barbera e Nebbiolo). Tradizionalmente a segnare il passo è quasi sempre l’attività della Cantina di Clavesana, che ha iniziato la vendemmia del Dolcetto lunedì 13 settembre. L’apertura ai conferimenti delle uve dei soci alla Cooperativa agricola infatti rappresenta, per molti viticoltori della zona, un importante punto di riferimento, anche per la propria attività “privata”. Anna Maria Abbona, presidente della “Bottega del vino Dogliani Docg” e titolare dell’omonima azienda vinicola di Farigliano, in frazione Moncucco, spiega: «La mattina di lunedì 13 settembre anche noi, come hanno fatto un po’ tutti in zona, abbiamo iniziato la vendemmia del Dolcetto. In cantina ci sono già le basi spumante: noi produciamo anche l’Alta Langa, il “Netta brut” (bollicine da antiche uve Nascetta, ndr.) e il Langhe Pinot Nero. Fino ad ora abbiamo potuto apprezzare un livello davvero eccezionale dell’uva, anche per quanto riguarda il Dolcetto –. Le piante sono belle verdi, segno che non hanno risentito della siccità, probabilmente grazie anche alle abbondanti nevicate dell’inverno passato – prosegue –. La produzione non porterà ad una grandissima quantità, ma la qualità è fuori discussione. Per noi questa è davvero una “super annata”, al momento, anche per la grande fortuna di non aver subito grandinate. Speriamo di proseguire così. Certo, se dovessero arrivare un paio di giorni di pioggia, sicuramente non guasterebbero nulla».

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