Dal diario dei conti mai esaminato prima emerge la vera storia del Santuario di Vico

Lo sparo? Nei documenti originali, non se ne parla. Ci fu, certo, un cacciatore che per errore fece partire quel colpo di archibugio. Ma se ne parla molto dopo. Non è da quello sparo che è nata la devozione per la Madonna del pilone di Vico: ma dall'amore che le persone del posto avevano per quell'icona. A cui erano devoti, a cui chiedevano le grazie. Perché era la "loro Madonna".

È un risvolto a tratti clamoroso, quello che emerge dalla ricerca storica di Stefania Trombetta, erede del diacono Cesare Trombetta, nato a Fiamenga terzo di tredici figli, che nel 1594-95 curò il "Libro delli conti della fabbrica (la costruzione, ndr) del Santuario di Vico". Un documento che ora è stato esaminato e riscoperto e che svela letteralmente la storia mai conosciuta del Santuario di Vico.

È Stefania Trombetta, discendente del venerabile diacono, ad aver scoperto tutto questo. Sta tutto in due date: 1594 e 1595. Dunque non da quando il duca di Savoia decise di far erigere il Santuario, ma prima. Ora scopriamo che i pellegrini arrivavano già da prima: in devozione a una chiesa, eretta per volontà di un comitato locale e sotto concessione del vescovo Castrucci, che attirava devoti fedeli da ogni zona. Decine. Poi centinaia. Poi migliaia.

Tanto che, a un tratto, si capì che erano troppi (migliaia e migliaia nel settembre 1595) per una amministrazione locale della piccola comunità di Vico e fu necessario che la stessa città di Mondovì si mise in campo per accogliere gli stranieri, occuparsi degli alloggi e ovviamente ricevere le elemosina. Venivano le Compagnie, le Confraternite, i vecchi, i malati. I massari di Vico finirono così per commissionare a un capomastro, Pietro Goano, di trasformare di trasformare la piccola cappella in un edificio più ampio e maestoso. Precedente, dunque, a quella monumentale voluta dopo il 1596 dal duca Carlo Emanuele I.

E tutto questo sta negli 80 fogli di quel diario mai esaminato, un libro dei conti che svela un passato inedito. Un documento storico, amministrativo. Antico ma nuovo. Una verità che, inevitabilmente, in alcuni punti contrasta con la leggenda. Ma è così che va la Storia.

Una storia appassionante, che oggi è stata presentata a Vicoforte in Casa Regina Montis Regalis in un convegno storico di grandissimo interesse. L'intera storia, a puntate, la si può trovare in sette puntate sugli inserti storici pubblicati ogni settimana da L'Unione Monregalese: con foto di documenti, dettagli, immagini e aneddoti.