La vera storia del Santuario di Vico: «Oggi colmiamo tante lacune»

Intervento introduttivo di mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì, al convegno storico di sabato 18 settembre sulle vere origini del Santuario di Vico:

Porgo un cordialissimo saluto a tutti voi presenti e partecipanti a questo Convegno; un grazie particolare al Comitato per le celebrazioni centenarie del venerabile Cesare Trombetta e gli illustri relatori di questa giornata. Confesso con rincrescimento la mia ancora insufficiente conoscenza della storia della nostra Diocesi e, in particolare della storia del Santuario di Vicoforte, benché continuamente mi interpellino tanti particolari che di volta in volta colgo nella mia frequentazione quasi quotidiana del Santuario.
Ad ora le mie conoscenze si limitano al testo divulgativo ma ricco di notizie di don Giovanni Conterno, edito nel lontano 1993 con il titolo “Maria Santissima del Monteregale” e a una parte del ponderoso studio del prof. Paolo Cozzo, intitolato “Regina Montis Regalis. Il Santuario di Mondovì da devozione locale a tempio sabaudo”, edito nel 2002. Quest’ultimo scandiva la storia più antica del Santuario in tre periodi così intitolati: il santuario del Diacono (ovviamente il Trombetta); il santuario del vescovo e della Città; il Santuario del Principe. Se ho letto bene, la fonte principale era costituita dal voluminoso Codice manoscritto intitolato tardivamente “Memorie intorno alla Santissima Vergine di Vico”, e due gruppi di documenti, in particolare, erano stati esaminati: le testimonianze sulle grazie e i miracoli occorsi nel biennio 1595-1597 e la corrispondenza intercorsa – sempre a proposito di miracoli – fra il vescovo Castrucci e diverse autorità. Ora, ad aprire un nuovo squarcio di luce sul passato, è soprattutto lo studio de “Il Libro delli conti” del Trombetta, ovvero il diario amministrativo e altri registri, inventari, note sui pellegrinaggi, elenchi di oblazioni e materiali simili. Ho letto che tutto questo mette a disposizione una cronologia precisa che rende possibile una ricostruzione storica molto completa e circostanziata, che talvolta contraddice alcune tesi assunte per certe e contrasta l'aneddotica divulgata. Non nascondo pertanto la curiosità, e il desiderio di colmare, in una sola mattinata, tante lacune. Sono altrettanto lieto di sapere che sia il nostro settimanale diocesano “L’Unione Monregalese” con inserti, sia gli Atti del Convegno, contribuiranno a divulgare, con taglio diverso, i risultati delle nuove ricerche. Interessante il fatto che nuovi dati di interpretazione provengano dal “Il Libro delli conti” e da cifre e somme, apparentemente aride. Anche Gesù e gli apostoli avevano la loro cassa comune; anche la vita materiale di un luogo di grande pregnanza spirituale ha il suo interesse e il suo valore, e illuminarla può essere un ulteriore modo per far conoscere il luogo stesso e attrarvi i fedeli, che poi, a Vicoforte, in ultima istanza, significa attrarre alla Madonna, Regina e Madre. Lei, poi, saprà portare certamente a Gesù, Via, Verità e Vita.

vescovo Egidio Miragoli