Fototrappole nei boschi, contro i ladri di castagne

Un gruppo di proprietari di fondi esasperati dai frequentatori dei boschi che si appropriano dei frutti altrui

(p.r.) - Sono un gruppo di coltivatori e proprietari di terreni monasteresi, e sono furiosi. Furiosi a causa dello scarso rispetto di tanti, che a dispetto del lavoro di chi cura i boschi tutto l’anno, si permettono di defraudarli dei frutti del loro lavoro. Invadere i boschi privati per raccogliere castagne e altri frutti del bosco infatti è contro la legge. Già il produttore Marco Bozzolo di Viola aveva sollevato la questione diversi mesi fa. A Monastero Vasco la questione è stata affrontata con l’installazione di una serie di cartelli e fototrappole, con lo scopo di scoraggiare questo tipo di abusi e rendere più consapevoli i visitatori dei boschi degli spazi in cui scelgono di muoversi. «Ogni anno con la maturazione del frutto vediamo i nostri frutteti invasi da persone che ritengono lecito fare ciò che vogliono per il solo fatto che le castagne si trovano a terra – spiegano i promotori dell’iniziativa –. Quando queste persone vengono redarguite perché si trovano sulla proprietà privata, in alcuni casi tengono anche un comportamento aggressivo, e molti di noi proprietari sono persone anziane, magari sole. Le stesse cose avvengono durante il periodo della nascita dei funghi: nonostante sia regolata da una legge regionale, puntualmente questa viene disattesa. Custodiamo i castagneti con fatica tutto l’anno, e ci siamo stancati di vedere calpestati i nostri sforzi e la nostra dignità». Attualmente gli aderenti all’iniziativa sono circa una trentina, ma il numero è destinato a crescere: saranno installate più di cento foto trappole e nei boschi saranno installati circa 300 cartelli, sul territorio monasterese. L’eventuale rimozione o distruzione delle fototrappole è pressoché inutile in quanto all’atto della fotografia e del video provvederanno ad inviarla tramite messaggio sul cellulare dell’utente che l’ha installato. «Sembra strano ricorrere a questi metodi per non veder calpestati i propri diritti, ma riteniamo di non essere sufficientemente tutelati – è la conclusione del gruppo –: al contrario spesso ci sentiamo ostacolati da limitazioni e divieti nelle operazioni di mantenimento del patrimonio forestale, che pure rispettiamo scrupolosamente. Però le regole devono essere rispettate da tutti».