Antichi sapori e festa d’autunno: a Cigliè torna la domenica della Cisrà

Comune e Pro loco ripropongono l’atteso evento, domenica 17 ottobre in piazza. Già esauriti i posti per il pranzo, è ancora possibile prenotare la Cisrà da gustare dopo le 16, oppure da asporto

Le condizioni di sicurezza ora, per fortuna, lo consentono quindi Cigliè ha deciso: dopo un anno di stop causa Covid, si riparte da una delle sue manifestazioni principali, riproponendo, per domenica 17 ottobre, la sempre partecipata giornata della Cisrà, giunta alla sua 20ª edizione. Pro loco e Comune, con il contributo della Fondazione Crc, presentano un programma interessante e… decisamente gustoso, per una piacevole giornata di festa d’autunno, tra le colline e i vigneti, all’insegna di sapori antichi. Alle ore 11, sulla piazza principale del paese, inaugurazione dell’evento con apertura del mercatino di prodotti artigianali e della mostra fotografica amatoriale. A partire dalle 12.30, pranzo al coperto con antipasti misti, la saporita minestra di ceci di Nucetto preparata seguendo un’antica ricetta del 1700, secondo con contorno, dolce, acqua e vino al costo di 20 euro per gli adulti, 10 euro per i bambini (richiesto Green pass). La Pro loco informa che i posti per il pranzo sono già esauriti. E' invece possibile prenotare la Cisrà da mangiare sul posto o da asporto, dalle ore 16 in avanti, chiamando il Comune 0174-60132, Gianfranco 333-2478438 o Giovanni 338-1172868. Proseguimento di giornata, dalle ore 15, con lo spettacolo musicale della cover band “Armo’nia”. Per tutto il pomeriggio, possibilità di gustare una scodella di Cisrà, accompagnata da formaggio, dolce e vino al costo di 10 euro. Sarà disponibile inoltre una cartolina ricordo della manifestazione, con l’annullo filatelico di Poste Italiane.

Zuppa “povera”, della tradizione di Langa
La Cisrà è una pietanza molto antica e sostanziosa, tipica della cucina “povera” piemontese e soprattutto di Langa. Si tratta di una zuppa di ceci e diverse verdure della stagione autunnale, che viene consumata tradizionalmente tra ottobre e novembre, spesso proprio in concomitanza delle ricorrenze di Ognissanti e dei Defunti, ma anche nel quotidiano, per sostentare e sostenere i contadini, impegnati nel duro lavoro di ogni giorno, nei campi o tra le vigne. In passato, quando calava la sera, per le famiglie contadine era usanza lasciare sul tavolo della cucina un piatto di Cisrà fumante prima di andare a letto, affinché le anime dei morti potessero riscaldarsi e rifocillarsi.