Sull’orma di Gian Pè Tadè

Più di 200 persone, monasteresi e non, sui sentieri della leggenda bertolinese, insieme a Domenico Danna e alla Pro Loco

Sono quasi duecento le persone che, domenica, si sono messe in cammino sulle tracce di Gian Pé Tadé, il mitico personaggio protagonista di una leggenda popolare ai Bertolini Soprani, frazione di Monastero. La vicenda è narrata nel libro “Odino del Monastero” scritto da Domenico Danna, memoria storica del paese. Proprio lui, insieme ai volontari della Pro Loco monasterese, era alla testa della camminata organizzata dall’Associazione, una delle prime iniziative di un percorso di valorizzazione di questa piccola “curiosità” locale, che potrebbe diventare un formidabile volàno turistico. «Abbiamo cominciato questo percorso andando a ripulire l’area dove si trova la rocca e rendendo il sentiero fruibile a tutti – spiega il presidente della Pro Loco Andrea Musso –: la giornata di oggi è un po’ una prima iniziativa che abbiamo organizzato intorno a questa nostra leggenda locale. Ci piacerebbe continuare e caratterizzare sempre di più a livello turistico questo luogo da cui oltretutto si gode un bellissimo panorama». La giornata, di bel tempo, ha infatti consentito a tutti di godere dello straordinario panorama sulla pianura, con la collina di Mondovì ben riconoscibile in lontananza. La rocca, bianca, è caratterizzata anche da alcune incisioni, realizzate da gente del posto. Sul luogo un simpatico cartello indica la bianca roccia, su cui la Pro loco ha appoggiato la scultura di uno scarpone. Nonostante i danni del tempo è ancora riconoscibile la sagoma del “piedone” di Gian Pé Tadé, che avrebbe frantumato la pietra con la forza straordinaria delle sue gambe. La giornata è proseguita poi con la castagnata, davanti alla chiesa della frazione e con i giochi popolari. Disponibile all’acquisto, la ristampa del volume di Domenico Danna contenente la leggenda.

IL PRIMO UOMO SULLA LUNA? IL BERTOLINESE GIAN PÉ TADÉ

Il primo uomo che ha messo piede sulla luna non è Neal Armstrong, almeno secondo gli abitanti di Monastero Vasco e, nella fattispecie, dei Bertolini Soprani. È Gian Pè Tadè, ragazzo afflitto da una curiosa anomalia: le gambe non hanno mai smesso di crescere, facendolo diventare altissimo. In seguito alle prese in giro dei paesani, Gian si è messo in cammino per il mondo, ricavando gloria e onori dalle doti eccezionali garantitegli dalle lunghe gambe. Così torna a casa, convinto di essere accolto come un imperatore, e invece ad accoglierlo trova le solite prese in giro. Così, furioso, decide di andarsene per sempre. Visto che la terra l’aveva esplorata in lungo e in largo, spicca un salto verso il cosmo. La rocca su cui Gian ha saltato per raggiungere la luna, dove ha lasciato una seconda gigantesca orma, è ancora presente sulle alture che circondano i Bertolini.