Inaugurazione del Circolo di FdI nella sala del Consiglio: polemica a Magliano

La minoranza: «Ci sono regole base della democrazia». Il sindaco Bailo: «È l’unica sala adatta. Come amministratori abbiamo il dovere di riavvicinare i cittadini alla politica»

Il palazzo sede della Biblioteca, che al piano terra ospita la sala del Consiglio comunale

L’inaugurazione del nuovo Circolo di “Fratelli d’Italia” di Magliano Alpi, in programma per questa sera (venerdì 29 ottobre) nella sala del Consiglio comunale, sta facendo discutere. I consiglieri comunali di opposizione Anna Zecchino e Francesco Corrado, ieri (28 ottobre), ci hanno inviato una nota, nella quale si legge: «Abbiamo appreso che sarà inaugurato nella sala del Consiglio comunale il nuovo Circolo del partito “Fratelli d'Italia”. Riteniamo che la decisione dell'Amministrazione di concedere la sala comunale sia una scelta decisamente inopportuna. Ci sono regole di base della democrazia che non si dovrebbero violare: inaugurare il Circolo di FdI nella sede dove da anni si svolgono le sedute del Consiglio comunale significa occupare una sede istituzionale per promuovere una iniziativa di partito, peraltro lo stesso partito a cui il sindaco ha pubblicamente aderito. “Fratelli d'Italia”, come qualsiasi altro partito politico, può legittimamente costituire sezioni o circoli in modo autonomo senza coinvolgere le Amministrazioni comunali». Contattato dalla nostra redazione, il sindaco Marco Bailo commenta: «Sinceramente non capisco la polemica. Quale sede migliore della sala consigliare? Peraltro, l'unica sala nel Comune di Magliano Alpi, a cui si possa accedere senza barriere architettoniche e con una discreta capienza, per discutere di politica. Oggi, più che mai, vista la bassa affluenza alle urne, verificatasi nella recente tornata elettorale, è necessario tornare a confrontarsi sui temi di attualità, sui temi legati alla vita pubblica. Gli stessi partiti (tutti i partiti) dovrebbero tornare a confrontarsi con i cittadini, a parlare con la gente ed ascoltare la gente. Mi tornano in mente le lezioni di filosofia al Liceo monregalese “Vasco”, che ho frequentato oltre 23 anni fa, il concetto di politica nell’antica Grecia, dove il termine “politica” era in uso per designare ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, riferita dunque allo Stato e al cittadino, la vita nella città e della città. Il mio vuole essere un appello a tutti coloro che si occupano per professione di politica, non solo agli amici di Fratelli d’Italia, a cui ho aderito recentemente, affinché tornino a confrontarsi con il cittadino, su ogni tema, per recuperare tutti coloro che si sono allontanati da questo mondo, in primis i giovani, affinché non si verifichino più episodi in cui appena il 40% delle persone si reca al voto, o Comuni in cui a malapena si riesce a mettere insieme una lista. La democrazia deve essere partecipazione, e noi amministratori pubblici, compresi quelli che siedono all’opposizione, abbiamo il dovere di stimolare ed avvicinare i nostri concittadini, per ascoltarli e condividere con loro le questioni legate alla vita pubblica. Quale occasione migliore di questa».

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