La Fiera del Cappone di Morozzo torna “in presenza”, il 12 e 13 dicembre

Dopo un’edizione 2020 condizionata dal Covid, si tornerà in piazza e sotto il Pelerin. Esordio del dottor David come presidente del Consorzio di tutela

Nel segno della grande tradizione di fine anno, torna a Morozzo l’attesa “Fiera del Cappone”, primo storico prodotto d’eccellenza gastronomica in assoluto a diventare Presidio “Slow Food”, riconoscimento assegnato alle prelibate carni del pregiato volatile dall’ormai lontano 1999. Lasciata ormai alle spalle la “strana” edizione passata, con premiazione degli animali “a porte chiuse” e consegna del “cappone box” solamente a domicilio, causa Covid, quest’anno si torna “in presenza”, sotto il Pelerin e in piazza Barbero. Ormai da qualche settimana gli organizzatori del Consorzio per la tutela e la valorizzazione del Cappone di Morozzo si sono messi al lavoro per allestire la kermesse 2021, confermando innanzitutto le date: domenica 12 e lunedì 13 dicembre, in centro paese. L’edizione di quest’anno vedrà anche un’importante novità per quanto riguarda la composizione del gruppo di esperti che ogni anno è chiamato a valutare le coppie di animali in gara. Il dottor Moshe David, membro di lungo corso della giuria e tra i massimi esperti in ambito avicolo anche per quanto riguarda le uova, farà infatti il suo debutto come nuovo presidente del Consorzio, raccogliendo il testimone dall’ormai ex numero uno Giovanna Mellano. Il programma definitivo della “due-giorni” per ora non è ancora stato reso noto, ma sicuramente la Fiera non tradirà le attese, con tanti eventi ed appuntamenti nuovamente “in presenza” e dedicati a grandi, piccini e soprattutto ai molti golosi, che non vorranno perdersi i piatti della tradizione legati al Cappone “made in Morozzo”. Intanto, visitando il portale web dedicato, capponedimorozzo.it, e inviando una mail a prenotazioni@capponedimorozzo.it, è già possibile ricevere informazioni sulle modalità di prenotazione per l’acquisto dei capponi.

Tradizione contadina “al femminile”
L’arte dell’allevamento del Cappone di Morozzo è antica e proviene dalla tradizione contadina del territorio. Le donne sono depositarie del perpetuarsi di questa usanza e per loro, in special modo, sono sempre stati motivi di vanto ed orgoglio i premi conquistati nel giorno della Fiera, a coronamento di un paziente lavoro iniziato in primavera con la schiusa dei pulcini.

Sulla scena da oltre cent’anni
Le origini dell’antica Fiera morozzese risalgono all’inizio del Novecento; poi, con gli anni Cinquanta, furono illustri personaggi della borghesia locale a dare nuova luce alla storica manifestazione. Il perpetuarsi della tradizione ha reso negli anni la Fiera un luogo d’incontro tra la zootecnia, la gastronomia, il commercio e l’arte. Tradizionalmente, all’esposizione degli animali si abbinano momenti culturali, concorsi d’arte, mercati e degustazioni che celebrano il cappone, reso noto nell’immaginario collettivo dai versi del Manzoni, che li volle come cadeau di Renzo per l’avvocato Azzeccagarbugli.