25 NOVEMBRE – Una marcia a Mondovì per dire: «È ora di alzare la testa»

Basta col tollerare. Basta con l’accettare. Basta col “perdonare”, con lo stare zitti o zitte. Perché in fondo, vabbè, è stato solo un momento, lui non è davvero cattivo, poi gli passa. No, basta. Il messaggio deve suonare chiaro: «Se lui ti fa male, denuncialo».
Sono le parole, nette, che arrivano dalle donne che hanno alzato la testa e hanno detto: adesso reagiamo.

Contro una piaga che nel 2021 ha ucciso una donna ogni tre giorni, contro un dramma che troppo spesso trova nell’omertà un complice, contro una cultura maschilista che usa l’arma della vergogna per incatenare il coraggio di ribellarsi all’ingiustizia. E vale anche per l’omertà del vicino di casa o del collega indifferente: di chi sente le urla o vede i lividi, ma pensa che sia più sano farsi i fatti propri. Ecco: anche no. Anche basta.

Contro «un’ambiente di paura e concetti insensati», come sta scritto in una toccante lettera, il Comune di Mondovì organizza un evento il 27 novembre. Una marcia per dire no alla violenza sulle donne. Un’iniziativa che fa appello alla coscienza civile. Di tutti: uomini e donne.

LA MARCIA “IN ROSSO”
Dalle scarpe rosse si passa alla marcia coi cappellini. Perché questo cambiamento? «Le scarpe sono e restano un simbolo – afferma Giuliana Turco, infermiera volontaria e responsabile del Centro anti violenza monregalese –, ma quest’anno abbiamo voluto fare qualcosa di diverso. Per dire alle donne vittime di violenza di avere il coraggio di alzare la testa, di denunciare chi le maltratta. Ecco allora dei “cappellini rossi”, che tutti avranno in testa nella camminata».

La marcia partirà da Breo, in piazza Roma alle 14,30, e percorrerà piazza Ellero, corso Statuto fino a piazza Martiri e via Sant’Agostino, poi via della Funicolare e, a bordo della “fune”, si raggiungerà piazza Maggiore per finire in Belvedere. L’occasione servirà per raccogliere fondi per “L’Orecchio di Venere”, il Centro di ascolto e antiviolenza della CRI di Mondovì. Ai partecipanti verrà dato un cappellino rosso. Alcune studentesse del corso di make up del CFP realizzeranno trucchi e scritte sui volti dei partecipanti. Sarà presente anche l’assessore regionale alle Pari Opportunità Chiara Caucino.

«UNA PIAGA CHE TOCCA TUTTI»
Oltre alla CRI e al Comune, l’iniziativa si svolge in sinergia con la Consulta comunale femminile di Mondovì, Circolo delle Idee, Mondodìdonna, CFP Cebano-Monregalese, Inner Wheel con in più la sezione Pink First, Fidapa-BPW, con collaborazione di Bus Company (gestore della funicolare) e il contributo della Fondazione CRC. Domenica Chionetti, comandante della Polizia locale di Mondovì: «È importante dare aiuto e protezione alle vittime. A volte è necessario farlo in modo urgente, in situazioni anche pericolose. Purtroppo non si può sapere cosa ci si deve aspettare da chi fa loro del male». L’assessore monregalese Erika Chiecchio: «Quello della violenza sulle donne è un tema terribile. Un tema che la nostra Amministrazione ha voluto spesso tenere a mente, con simboli come la “panchina rossa” o iniziative come le campagne di sensibilizzazione, convegni, flash mob. Abbiamo voluto creare la Consulta comunale femminile. La violenza sulle donne è una piaga che tocca tutti».

Ed è davvero importante ribadire questo concetto: riguarda tutti. La violenza sulle donne non è un problema “delle donne”. È un problema della società. E non va combattuta dalle donne, ma da tutti. Non è una questione di parti. La violenza può essere una questione di genere. Ma la risposta, no.