Dopo l’ultimo colpo a Mondovì, arrestati due truffatori seriali di anziani

Tutte le vittime erano donne ultra 80enni. «Hanno arrestato sua figlia» e un finto avvocato chiedeva subito il risarcimento

L’ultimo caso, ai danni di una 84enne di Mondovì, è stato fatale per due truffatori “seriali” accusati di aver messo a segno almeno sei colpi tra giugno e ottobre. Sono così finiti in manette i napoletani D.C. (55 anni) e M.P. (28) a seguito dell’operazione dei Carabinieri di Savona, coadiuvati nelle indagini dai colleghi della Compagnia di Mondovì agli ordini del tenente colonnello Ambrosino Tala.

Il modus operandi era ormai rodato e purtroppo tremendamente efficace. La banda infatti sceglieva con cura persone anziane, facilmente impressionabili in varie zone del Nord Italia (Cuneese, Savonese, provincia di Imperia, Verona e Belluno).  Le vittime, tutte ultraottantenni, ricevevano una telefonata da parte di una donna, una complice che si qualificava come avvocato. Venivano informate dell'arresto della figlia, responsabile di aver investito sulle strisce un anziano, ridotto in fin di vita. Per evitarle il carcere, il sedicente “avvocato” suggeriva di pagare subito una cauzione il cui importo variava da 5 a 25 mila euro. La somma andava consegnata ai “parenti” dell'anziano investito, e a ritirarla si presentava un finto maresciallo dei Carabinieri.

I due truffatori partivano da Napoli a bordo di un'auto a nolo, alcuni telefoni cellulari intestati a prestanome e documenti d'identità contraffatti. Una volta raggiunta la città prescelta, rimanevano un paio di giorni: il tempo necessario per consentire al fantomatico avvocato di chiamare varie utenze fisse della zona ed individuare la vittima.

L’ultima trasferta, a Mondovì, è avvenuta il 18 ottobre scorso. Gli uomini dell’Arma questa volta sono però riusciti a fermare i malviventi in un albergo. I due avevano da poco truffato la signora di 84 anni. Alla vittima è stata riconsegnata la refurtiva da circa 10mila euro tra denaro e gioielli preziosi, mentre i truffatori sono stati posti ai domiciliari a Napoli, fino a martedì (il 23 novembre) quando il Nucleo Investigativo di Savona ha notificato la misura della custodia cautelare in carcere emessa del Tribunale di Savona. Le indagini continuano in tutta Italia alla ricerca dei complici.