Quando Messias segnava contro Virtus Mondovì e Benarzole

L'attaccante del Milan eroe di Madrid appena 5 anni fa se la vedeva al "Gasco" con Giacosa & Company. E sull'"Unione" prese un 7,5 in pagella...

«Messias in contropiede si inventa una splendida azione personale e, dopo aver saltato Giacosa al limite dell’area, batte un incolpevole Marengo». Dalle cronache sportive dell’“Unione Monregalese” esce anche questo, e non bisogna andare nemmeno troppo lontano. Data: 16 marzo 2016, luogo: Mondovì, stadio “Gasco”. Quel Messias è Junior Walter Messias, lo stesso che ieri di testa ha deciso la sfida di Champions tra il suo Milan e l’Atletico al “Wanda Metropolitano” di Madrid.

Chi la sa lunga magari ricorda tutto il background, a partire da quando vestiva la maglia nerostellata del Casale in Eccellenza piemontese e seminava valanghe di gol su tutti i campi di provincia. I suoi compagni allora erano Ibrahim (senza alcun suffisso in -vic), bomber Kerroumi e anche il terzino Federico Rinaldi, proveniente proprio dalla Virtus. Ma se lo ricorda bene pure chi doveva marcarlo: i “nostri” Manuel Vallati e Roberto Cora, ad esempio, o i vari Riccardo Bonfanti e Matteo Giacosa. In quel campionato d’Eccellenza 2015-16 militavano sia il Benarzole di Franco Giuliano che l’ormai defunta Virtus Mondovì, il cui mister era Enrico Fantini. Due destini opposti: il “Bene” raggiunse una tranquilla salvezza, mentre la Virtus salutò definitivamente la categoria con l’ultimo posto in classifica.

Ma contro quel Casale di Ezio Rossi (vincitore del campionato e poi promosso in D), nulla poterono entrambi. Messias segnò in tutte le partite, sia all’andata che al ritorno. Contro la Virtus un gol nel 2-0 a Monferrato e doppietta al “Gasco” quando finì con un travolgente pokerissimo (5-0). Il Benarzole per due volte raggiunse il pareggio, ma proprio l’attuale attaccante rossonero gelò Pregnolato e soci all’85. A Narzole storia simile: il Casale s’impone 3-1, ancora con il tris calato da Messias «dopo la respinta di Baudena sul tiro di Kerroumi». Sulle pagelle l’“Unione” di allora (cronista Andrea Falcetti) gli diede un bel 7, mentre eravamo stati più generosi nel 5-0 sulla Virtus: 7,5.

La storia del brasiliano poi è seminota: scoperto da Ezio Rossi tra il campionato amatori torinese (si era trasferito in Italia per raggiungere il fratello e fare il fattorino) passò dal Casale al Chieri, poi al Gozzano fino alla serie A con il Crotone. Quest’estate il trasferimento da sogno al Milan. A 30 anni e ancora tutto un mondo davanti.