Quella “variante Omicron” che fa rialzare l’allerta, con preoccupazione

vaccino covid piemonte

Il virus rialza la testa, e torna a far paura. Oltre all’emergenza che è dilagata in Europa centrale con epicentro la Germania, ma non solo, nelle ultime ore si è aggiunta la news allarmante in merito all’insorgere della variante Covid tutta da analizzare diffusasi in Sudafrica e dintorni. L’OMS - che ha chiamato questo virus mutante Omicron - è impegnata a tamburo battente a verificarne la portata che potrebbe rivelarsi ulteriormente insidiosa (con ben 32 mutazioni).

C’è da capire come i vaccini, che potrebbero essere “spiazzati”, riusciranno a fronteggiare questo altro attacco. Già si sono interrotti i collegamenti aerei con lo stesso Sudafrica e con i Paesi di quell’area africana. Nell’informazione on-line, in tempo reale, sale la preoccupazione. La sensazione immediata è quella di un certo scoramento, dentro una battaglia che si pensava di vincere presto con lo scudo dei vaccini, ed invece ecco anche la sorpresa di questo coronavirus che riemerge ancora più invasivo, che sembra difficilmente imbrigliabile, che appare con sette vite… tenendoci nell’ansia.
In questo frangente inedito, ci è chiesto di tenere i nervi saldi, di farci maggiormente responsabili, di sentire come obblighi morali (nella difesa della salute propria ed altrui) le misure da adottare, di continuare a vaccinarci per evitare il peggio…

C’è una solidarietà complessiva da percepire e da allargare, per fare ognuno la propria parte, nella convinzione che ci diamo davvero una mano diventando attenti, allertati, consapevoli… nella precauzione, nel contrasto al virus, nell’evitare contagio, nel tutelare le nostre vite, nel procedere celermente con le vaccinazioni. E non scordiamo che Omicron è già presente nella parte australe dell’Africa, il continente che è a percentuali molto basse di vaccinazione, anche perché con insufficienti forniture degli stessi vaccini. “Non ci salviamo da soli” continua a dire il Papa, e per questo dobbiamo avere una dimensione globale nel tutelare tutte le vite dagli assalti pandemici, ad ogni latitudine.

Nel profondo dell’animo poi vanno anche affrontati contraccolpi della paura su quanto può succedere, ma facendo fronte comune con scienziati, ricercatori, medici, personale sanitario… che sono in prima linea, nuovamente, in varie parti del mondo.
Ed ai credenti rimane come una risorsa importante il passo prezioso, altro, confidente… della preghiera, restando aggrappati al Signore della vita che si è chinato sui malati ed i contagiati del suo tempo, in terra di Palestina, per non lasciarli nello smarrimento. Ed una preghiera che anche illumini i passi da compiere, rispetto ai rischi che possono ritornare.