L’Amministrazione di Mondovì risponde a Gasco su SMA

In seguito all'intervento del consigliere di "Insieme per Vicoforte" in Consiglio comunale, il sindaco e l'assessore all'ambiente Erika Chiecchio indirizzano una replica

Nel corso del Consiglio comunale vicese del 30 dicembre il consigliere Gian Pietro Gasco, tra le altre cose, ha chiesto conto al sindaco Valter Roattino del comportamento di Mondovì nei confronti degli altri Comuni circa il caso di Sma. La società, infatti, è oggetto di numerose segnalazioni circa alcune anomalie che richiederebbero una razionalizzazione, una su tutte il numero dei dipendenti rispetto a quello dei dirigenti. Gasco si chiedeva perché il Comune di Mondovì, pur avendo rilevato con una delibera ufficiale la problematica relativa a Sma, non avesse ritenuto di comunicare, anche informalmente, agli altri Comuni quanto era a sua conoscenza.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Un vuoto di memoria davvero singolare quello del consigliere Gasco. Un vuoto che ha colpito, a quanto pare, tutto il periodo in cui è stato presidente di Acem e ha attivamente contribuito alla nascita di Sma, definendone proprio quello Statuto che oggi contesta e che è stato approvato, su sua proposta, da un’Assemblea da lui stesso presieduta. Se non basta questo elemento a rinfrescare la memoria, possiamo ancora ricordare che Gasco, nelle vesti di Presidente di Acem, ha sempre avuto piena contezza dell’assetto di Sma, con cui i rapporti erano continui e stretti, al punto di aver autorizzato fra Acem e Sma contratti di service relativi al personale e aver rilasciato autorizzazioni a dipendenti Acem per prestare la propria opera a favore di Sma. Anche sulla presunta mancata informazione da parte di Mondovì agli altri Comuni ci sarebbe qualcosa da dire. Fu proprio Gasco infatti, come testimoniato dal verbale del Consiglio comunale di Vicoforte n. 38 del 30 dicembre 2020, a segnalare quelle che a suo avviso erano potenziali criticità. Perché allora, evidentemente ricredutosi della bontà dell’assetto di Sma, che aveva contribuito a creare e con cui aveva collaborato fino a un paio di mesi prima, non è stato proprio lui a suonare la campanella d’allarme con gli altri Comuni? Forse perché sapeva e sa benissimo che si tratta di un tema strumentale, sul quale non esistono contestazioni formali ma solo richieste di chiarimento e una difficoltà di interpretazione da parte degli Uffici comunali che speriamo venga presto chiarita. Spiace, infine, che un amministratore di così grande esperienza tiri in ballo colleghi di altri Comuni, su una questione puramente tecnica come questa, solamente per polemizzare con il sindaco del proprio Comune, rispetto al quale è all’opposizione. Sperando di aver risolto il vuoto di memoria e fatto un po’ di chiarezza, rimane la (bassa) polemica politica. Ma questa la lasciamo volentieri a chi, come Gasco, ha tanto tempo da dedicarvi.
Il sindaco Paolo Adriano e l’assessore all’ambiente Erika Chiecchio

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