Peste suina: il veterinario Giorgio Sapino nominato commissario per l’emergenza

Le Associazioni di categoria a colloquio con la Regione. Coldiretti: «Per contenerne il numero, 50 mila cinghiali da abbattere in Piemonte». Cia: «Una follia macellare suini sani e lasciare i cinghiali in libertà»

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, mercoledì 19 gennaio ha nominato il veterinario Giorgio Sapino nel ruolo di commissario per l’emergenza della peste suina africana, sul territorio della Provincia di Alessandria. Sapino, già responsabile dei servizi veterinari e direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Cn1, dovrà occuparsi della corretta applicazione delle misure di controllo e prevenzione disposte dal Ministero della Salute per la “zona infetta”. D’intesa con il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e il presidente della Liguria, Giovanni Toti, verrà inoltre richiesta al Ministero la nomina di un commissario interregionale Piemonte Liguria, proponendo la figura di Angelo Ferrari, attuale direttore dell’Istituto sperimentale zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che già opera con valenza sovraregionale.

Coldiretti Cuneo: «Per contenerne il numero, 50 mila cinghiali da abbattere in Piemonte»
Per contenere il numero di cinghiali e bloccare il diffondersi della peste suina africana in Piemonte, Coldiretti chiede immediatamente un intervento straordinario che superi le proposte insufficienti dell’assessorato regionale all’Agricoltura. «Come indicato dal Ministero della Salute, un efficace depopolamento si raggiunge quando vengono abbattuti il doppio dei cinghiali rispetto ai dati dell’ultimo anno. Questo per il Piemonte significa arrivare, al più presto, a circa 50 mila cinghiali da abbattere: un obiettivo raggiungibile solo con regole nuove e omogenee in tutta la Regione». È quanto hanno evidenziato Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo, e Bruno Rivarossa, vice delegato confederale, durante il tavolo regionale convocato dall’assessorato all’Agricoltura la scorsa settimana, per un confronto sulle linee guida per la gestione venatoria e l’attività di contenimento del cinghiale in Piemonte e sulla situazione d’emergenza. «Sono necessarie azioni coraggiose che coinvolgano tutti i soggetti interessati sui territori, dai cacciatori agli operatori abilitati – continuano Moncalvo e Rivarossa – visto che quanto attuato fino ad ora è risultato del tutto inefficace e fallimentare. Come abbiamo già fatto presente, occorre bloccare la sperimentazione sulla caccia di selezione con l’uso dei cani in questo mese di gennaio, non solo inutile ma dannosa in quanto per prevenire l’avanzamento della peste suina africana è fondamentale ridurre al minimo lo spostamento degli animali».

Cia Piemonte: «Una follia macellare suini sani e lasciare i cinghiali in libertà»
Aspra la critica di Cia Piemonte sulle disposizioni che prevedono "la macellazione immediata dei suini detenuti all'interno degli allevamenti bradi, semibradi e misti che detengono suini e divieto di ripopolamento per sei mesi" e la "programmazione delle macellazioni dei suini presenti negli allevamenti di tipo commerciale e divieto di riproduzione e ripopolamento per sei mesi" nei 78 Comuni dell'Alessandrino circoscritti come “zona infetta”. «Il provvedimento del ministero della Salute che impone la macellazione dei capi sani e consente ai cinghiali di scorrazzare e riprodursi liberamente è del tutto assurdo. Invece di penalizzare gli allevatori – commenta il presidente di Cia Piemonte, Gabriele Carenini –, si mettano in campo le misure straordinarie per il contenimento della fauna selvatica che chiediamo da tempo. Si utilizzi l'Esercito ove necessario e si proceda immediatamente con l'abbattimento dei cinghiali».

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